Forlì dall'alto

«Come Forliperbene dobbiamo per forza intervenire perchè siamo stati i primi a guardare dentro il caso, cercando di centrare la vera problematica. Da quanto emerso il problema vero non è stato affrontato. E’ ora di farlo ed è questo. Il Comune di Forlì non valorizza i Quartieri per quello che dovrebbe, pensando ad essi soprattutto come luoghi che organizzano feste o incontri vari o li vuole casse di risonanza della pubblica amministrazione o al limite destinatari di progetti preconfezionati. Invece dovrebbe dare loro una capacità decisionale specifica su temi attinenti (strade, verde, sicurezza, ecc.) con un piccolo budget, ma soprattutto dovrebbe dare loro un percorso preferenziale per le loro istanze. Che non lo faccia si vede da questi due casi emblematici.
Il primo a Carpena, dove il Comune ha fatto fallire un progetto di Controllo del Vicinato a cui il Quartiere teneva molto. Il secondo invece è di questi giorni e riguarda Malmissole e la Casa della Speranza. Qui praticamente si è voluto imporre un progetto delicato, quanto importante, limitandosi ad una pura informazione ai cittadini. In verità il pallino lo ha in mano la Diocesi, ma il Comune non può lasciare la palla al Quartiere, non dandogli assistenza, vicinanza ed elementi per farlo partecipare alle decisioni e quindi a non essere neutrale!
I rappresentanti di tutti i Quartieri dell’ Area hanno manifestato solidarietà ed amarezza per diverse polemiche dei malmissoliani verso l’Organo/Quartiere, che sarebbe stato abbastanza assente dalla partita. Come spesso accade si sbaglia l’obiettivo, si spara sempre sui cittadini, che non capiscono il lavoro del Comitato. Non ce la si deve prendere coi cittadini, ma, appunto, con i pressochè nulli poteri che il Comune ha dato ai Quartieri. Possono solo essere consultati e dare pareri, ma non possono decidere nulla. Quindi la strada maestra è mettere i Quartieri in condizioni di assumersi responsabilità e di non dire a loro “bravi” solo per le feste ben riuscite.
Se così fosse stato il Quartiere Malmissole sarebbe stato sicuramente più presente e non si sarebbe arrivati a questa ennesima distanza tra istituzione e cittadini. Forse, portando il caso in mezzo alla gente, senza avere già scelto, si sarebbe ottenuto l’assenso attraverso un patto tra Diocesi, Comune e “malmissolesi”, che tutelava tutti quanti. Basta! E’ ora di dare alla parola “ascolto” un altro significato, un vero significato».

Giancarlo Biserna Associazione Forliperbene