Scuola

«Mercoledì 3 maggio abbiamo dato inizio alla nostra campagna unitaria contro i test Invalsi (acronimo per Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione ndr), attraverso un volantinaggio di fronte a tutti gli istituti superiori del territorio forlivese che proseguirà fino al 9 maggio, seconda e ultima data delle prove. La campagna culminerà in un incontro organizzato con il Comitato Lip “Per la Scuola della Costituzione” al fine di illustrare la proposta di legge per una vera buona scuola.
Questi test, banalizzando la conoscenza e riducendola a sterile nozionismo, avrebbero l’obiettivo di valutare l’insegnamento, ma in realtà costringono i docenti ad usare le ore destinate alla didattica per preparare gli studenti alla logica mediocre e diseducativa dei quiz (l’analfabetismo della televisione applicato alla scuola). Quiz che, peraltro, hanno anche un costo enorme: 14 milioni di euro.
Quest’anno poi, dopo l’approvazione dei decreti attuativi di alcune parti della legge 107, detta “Buona Scuola”, la finalità dello strumento Invalsi, con il mero uso degli insegnanti come somministratori di prove elaborate da altri, è ancora più sbagliata, tanto più che entrerà nella valutazione per l’esame di Stato alle superiori e, dal prossimo anno scolastico, nell’ammissione a quello di terza media.
Uniti ci schieriamo anche contro l’intera impostazione della cosiddetta “Buona Scuola”, la quale apre solo al finanziamento alle scuole private e alla mortificazione del “sapere”, che si concretizza nel rischio di favoritismo dei dirigenti scolastici e nello sfruttamento economico degli studenti. L’alternanza scuola-lavoro (200 ore nei licei e 400 negli istituti tecnico-professionali sottratte alla didattica) si traduce, infatti, in lavoro non retribuito, come dimostra l’accordo siglato pochi mesi fa tra Miur e McDonald’s: qual è lo spessore formativo di una patatina fritta?».

Chiara Mancini, PRC Forlì
Gaetano Avallone, SI Forlì-Cesena
Elisa Fiorini, Possibile Forlì-Cesena