Si è svolto ieri sera nel salone polifunzionale del Villaggio Mafalda l’incontro pubblico dal titolo “Dall’alimentazione complementare a quella sociale”, organizzato dagli asili nido TickTack Kids e Nido di Sofia della Cooperativa Sociale Paolo Babini in collaborazione con l’A.P.S Caracol.
La serata, aperta a genitori e operatori del territorio, è stata un’ occasione per confrontarsi con Maurizio Iaia, pediatra, e Catherine Hamon, neuropsichiatra infantile, su tematiche inerenti l’alimentazione e lo svezzamento dei bambini, e sulle buone pratiche che possono essere messe in atto da parte dei genitori e dei caregivers per favorire un rapporto equilibrato tra bambino e cibo, per prevenire alcune patologie quali ad esempio l’obesità.
Maurizio Iaia ha esposto quelli che sono i cardini di un approccio chiamato “alimentazione responsiva”, che consiste nell’insieme di risposte pronte ed emotivamente appropriate da parte dei genitori ai segnali di fame e sazietà del bambini; il grado di congruenza con cui ciò si realizza può rafforzare o ostacolare la capacità di autoregolamentazione del bambino e lo sviluppo della sua autonomia nel rapporto con il cibo. “I genitori – spiega Iaia- devono favorire le nuove esplorazioni alimentari del piccolo sostenendolo nel fare liberamente, nella modalità che preferisce (anche con le mani), lasciando che si sporchi e che sperimenti il più possibile anche pasticciando con il cibo. “Le dita sono il primo cucchiaio che la natura ci ha fornito: se permettiamo al bambino di fare da solo, con l’attenzione e la collaborazione non invasiva dell’adulto, il bambino imparerà a riconoscere i propri segnali interni e i propri bisogni, quali l’aver fame, l’essere sazio, l’avere avuto abbastanza“.
Catherine Hamon ha sottolineato inoltre come “l’utilizzo del cibo come strumento consolatorio per rispondere ad altre richieste affettive che non hanno a che fare con il bisogno fisiologico di mangiare può portare il piccolo a sviluppare una confusione nel riconoscimento dei suoi segnali e la tendenza a rispondere con la richiesta di cibo a qualsiasi stato di disagio“.
Sullo svezzamento, altro argomento di grande interesse per la numerosa platea, l’indicazione fornita prevede l’allattamento al seno esclusivo fino ai sei mesi; in seguito, quando il bambino sarà in grado di mantenere la posizione seduta, di afferrare il cibo e portarlo alla bocca, di masticare e deglutire e soprattutto quando dimostrerà di essere interessato a ciò che mangia chi lo circonda, solo allora sarà pronto per il consumo degli alimenti solidi. Per questo è importante che i pasti vengano consumati alla stessa tavola con i genitori e nello stesso momento, permettendogli di assaggiare ogni tipo di alimento preparato in casa, sminuzzato a piccoli pezzi.