Paola Negosanti

Eccoci di nuovo qua a parlare di barriere architettoniche. Sappiate che non ci arrendiamo tanto facilmente! Barriere architettoniche contro Peba (acronimo di Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche)? Due titani a confronto, purtroppo stanno vincendo ancora le barriere architettoniche! Speriamo che cambi presto la situazione, non molliamo proprio ora che stiamo imboccando la strada giusta. Continuiamo a lavorare duramente in questa direzione. Facciamo qualche passo indietro nel tempo…
ll Peba è entrato in campo nel lontano 1986. L’Italia si impegnava a introdurre i Peba, i Piani per l’Eliminazione Barriere Architettoniche: la legge 41/86 (art. 32) prevedeva che entro un anno avrebbero dovuto essere adottati dai Comuni e dalle Province, pena un “commissariamento” da parte delle Regioni. Purtroppo questo non è diventata una realtà tangibile. È inutile negare che ancora oggi a trent’anni dall’entrata in vigore del Peba le barriere architettoniche presenti nelle città italiane sono ancora troppe. Ciò va a vanificare il diritto all’accessibilità sociale secondo il principio delle pari opportunità. Proprio su questo principio si focalizza la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006, in vigore in Italia dal 2009, che sancisce il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente ed all’inclusione sociale.
Dopo il duro lavoro di tante persone in questo ambito, finalmente si inizia a parlare di riprogettazione del costruito in ottica ‘universal design’: questo concetto si è concretizzato nel UNI/PdR 24:2016 non è una norma nazionale, ma è un documento pubblicato da Uni (Ente Italiano di Normazione) come previsto dal regolamento europeo. Esso contiene indicazioni tecniche per la ri-progettazione del costruito nell’ottica di Universal Design. Questo documento è nato dal Tavolo Riprogettazione accessibile condotto da Uni costituito da esperti di questo campo:
– Consiglio Nazionale dei Geometri i e Geometri laureati (CNGeGL).
– Fiaba Onlus (Fondo Nazionale abbattiamo Barriere architettoniche.
Questo documento contiene un approccio medotologico basato sull’accessibilità per tutti che parte dall’analisi del contesto e fornisce le indicazioni utili in questa fase, un’analisi delle scelte progettuali in un’ottica di definizioni di bugdet dei possibili interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre contiene alcune soluzioni tecniche delle criticità più frequenti durante gli interventi di abbattimento barriere.
Il documento è applicabile a tutti i contesti del costruito (percorsi o aeree pedonali, piazze, aeree verdi e viabilità, edifici pubblici e privati). A questo punto non si può più aspettare!
Abbattiamo tutte le barriere architettoniche! E’ un diritto non un favore delle Amministrazioni!!!

Paola Negosanti

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