pinarella cervia mare

I criteri di ricerca per l’assegnazione delle Bandiere Verdi alle località turistico balneari italiane sono chiari come il sole. Tali assegnazioni, c’è scritto sul sito web ufficiale, hanno valenza scientifica e sono condotte fra i pediatri italiani. I criteri prevedono che la spiaggia in questione abbia sabbia pulita per giocare e muoversi in libertà con spazio tra gli ombrelloni, che sia dotata di bagnini, di area giochi, di spazi per il cambio del pannolino e per l’allattamento, oltre che vantare nelle immediate vicinanze bar, gelaterie o ristoranti. Ma soprattutto acqua limpida e bassa vicino alla riva. Ecco dunque che proprio per la valutazione della qualità delle acque vengono interpellate le istituzioni pubbliche incaricate del monitoraggio microbiologico, quindi tale valutazione avviene, come logico che sia, su basi scientifiche.

Infatti sul sito web è scritto in maniera cristallina: “Si deve specificare che per la qualità delle acque e la possibilità di balneazione ci siamo riferiti alle strutture istituzionali e pubbliche italiane: le ordinanze dei sindaci e le rilevazioni delle Arpa regionali, che sono le strutture preposte a tali controlli”. Però analizzando alcune delle località balneari romagnole a cui quest’anno è stata assegnata la bandiera verde, sorge il dubbio che le analisi, i dati e le valutazioni delle strutture istituzionali e pubbliche italiane preposte al controllo delle acque di balneazione a tutela della salute dei bagnanti, e quindi dei bambini, non siano state affatto prese in considerazione. La prima contraddizione generale che salta all’occhio è che alcune delle località che, risultati Arpae alla mano, non possono nemmeno partecipare all’assegnazione della Bandiera Blu ottengano paradossalmente quella Verde dei pediatri. Ma analizzando i dati con precisione il mistero si infittisce ancor di più: come è possibile che sia stata assegnata la Bandiera Verde dei pediatri a Rimini che anche quest’anno ha visto il declassamento di alcuni dei suo specchi d’acqua, in alcuni casi arrivando perfino all’ultimo stadio, quello di qualità “Scarsa”?

Come possibile che pediatri non abbiano tenuto conto delle analisi sforanti dell’estate scorsa e delle conseguenti chiusure della balneazione nonché di quelle istituzionali, cioè automatiche ad ogni apertura dei numerosi sfioratori fognari che riversano in mare i liquami ogniqualvolta piove abbondantemente? L’estate scorsa solo per il comune di Rimini Arpa notifica 77 aperture degli sfioratori fognari in mare con le conseguenti chiusure della balneazione per almeno 18 ore. A Riccione le aperture fognarie seguite dalle chiusure della balneazione sono state 24, a Cattolica 18. A queste si aggiungerebbero le chiusure balneazione conseguenti le analisi di routine sforanti i limiti di legge. Tutto ciò nero su bianco. Le analisi oltre i limiti sono quindi di Arpae, le conseguenti proposte di chiusura della balneazione dell’Asl, le ordinanze sono firmate dai sindaci e la Bandiera Verde è assegnata dai pediatri.

Ma i paradossi non sono finiti. Località balneari del ravennate, la cui classificazione della qualità delle acque da anni è “Eccellente” ed in cui non avvengono chiusure della balneazione isseranno la Bandiera Verde dei pediatri al pari di località come Misano Adriatico, Riccione e Cattolica, che quest’anno si sono viste declassare il 50% delle loro acque di balneazione passando da 4 a 8. Ma chi ha valutato i documenti ufficiali inerenti la qualità di quelle acque è un non vedente? Il torrente Marano di Riccione, il 13 giugno scorso regalò alla Perla Verde (?) il primato di sforamento dei limiti di legge dell’intera costa e quindi di tutti i 93 specchi d’acqua balneabili dell’intera estate: ben 65 volte oltre i limiti di legge per gli Enterococchi intestinali e 26 per gli Eschierica coli. Oltre ciò quest’anno sono state declassate pesantemente alcune delle sue acque ma nonostante questi dati Arpae allarmanti, Riccione, è stata comunque premiata con la Bandiera Verde.

Anche Cesenatico, che ha una classificazione della qualità delle acque “Eccellente”, isserà la Bandiera Verde al pari di Gatteo Mare in cui invece le acque sono state declassate in “Buone” già da due anni e a Savignano Mare, specchio d’acqua Rubicone sud in “Sufficienti”. Vi ricordo che solo per poter partecipare all’assegnazione della Bandiera Blu è obbligatorio presentarsi con una classificazione eccellente nelle ultime 4 stagioni balneari. Stesso discorso per le eccellenti acque di Cervia da una parte e quelle di San Mauro Mare o Bellaria-Igea Marina che invece mostrano un numero di analisi sforanti e le conseguenti chiusure temporanee della balneazione tali da aver ottenuto il declassamento della qualità delle loro acque in diverse spiagge. Analisi Arpa alla mano, dati e classificazioni regionali della qualità dell’acqua, proposte di chiusura della balneazione firmate da responsabili Asl, centinaia di aperture automatiche degli sfioratori fognari sottoscritte dai sindaci sono un quadro oggettivo ed autorevole nonché documentale della situazione di alcuni specchi d’acqua romagnoli. Il minestrone unico che ne esce tra chi ha acque trasparenti e sicure e chi non proprio, ha il sapore ancor più amaro se cucinato da medici dei bambini, con l’aggravante di trasformare, stavolta si in maniera “scientifica”, il vessillo dei pediatri in uno mero “Straccio Verde”.

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Nato a Rimini nel 1970, giornalista investigativo si occupa soprattutto di Ambiente, Sicurezza Lavoro, Balneazione, Archeologia industriale. Ha lavorato 4 anni a La Voce di Romagna ed alcuni mesi al Corriere Romagna. Da 5 anni è freelance. Archivia tutti i video servizi sulla pagina pubblica Youtube “LaVoceRomagnola”.

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