Unieuro Forlì – Segafredo Virtus Bologna: 69-77

Unieuro Forlì: Johnson 32 (5/8, 6/15), Amoroso 11 (5/12), Castelli 7 (1/3, 1/3), Pierich 7 (0/1, 2/5), Bonacini 4 (0/2, 0/1), Ferri 3 (0/1, 1/4), Rotondo 3 (1/1), Paolin 2 (1/5, 0/1), Thiam, Del Zozzo, Ravaioli, Adegboye. All. Valli.
Tiri liberi: 13/17 – Rimbalzi: 28 (11+17) – Assist: 15.
Segafredo Virtus Bologna: Lawson 22 (7/9, 2/3), Umeh 13 (2/6, 3/9), Rosselli 11 (2/3, 1/2), Ndoja 10 (2/3, 2/6), Spissu 10 (5/7, 0/2), Michelori 8 (2/5), Spizzichini 2 (1/1, 0/3), Bruttini 2 (1/1), Pajola (0/1), Oxilia, Penna, Petrovic. All. Ramagli.
Tiri liberi: 10/15 – Rimbalzi: 37 (13+24) – Assist: 17.
Arbitri: Ursi – Dionisi – Triffiletti.
Parziali: 9-20; 33-35; 46-53.
Note: 3.846 spettatori, di cui 350 da Bologna.

A volte la miglior partita dell’anno non porta punti; a volte giocando male si vince. Il derby con Bologna, sponda Virtus, entra di diritto a fare parte della prima categoria. Davanti a 3846 persone, record stagionale (foto di Massimo Nazzaro), poco più di 350 da Bologna, va in scena una partita che non avrebbe sicuramente sfigurato anche in categorie superiori. Forlì gioca una gara gagliarda nonostante l’assenza di Adegboye; uscito malconcio dalla sfida con Jesi, il numero 3 biancorosso fa un riscaldamento molto blando e non entra in campo nei 40 minuti.  Ferri e compagni al 5′ giocano alla pari con la prima in classifica che già dai primi istanti di partita mette in campo un ardore agonistico che rende problematica qualsiasi conclusione alla squadra di casa. Fino a che l’Unieuro riesce a reggerne l’urto dal punto di vista difensivo la squadra bianco nera non riesce a fare però la differenza e il 6 a 4 del 5′ ne è la controprova. Poi però la maggiore profondità della panchina di Ramagni, e anche qualche sbavatura difensiva forlivese, fanno sì che nei secondi 5 minuti della prima frazione gli ospiti segnino 14 punti contro i 5 dei padroni di casa.

Così si va al riposo con Bologna in vantaggio (9-20) e in controllo tecnico, fisico e tattico della partita. Nel secondo periodo la musica cambia e Forlì riesce a ricucire lo strappo almeno per la prima parte del parziale; all’avvio del secondo quarto i biancorossi riescono a risalire fino al -3 (19-22), per poi essere brutalmente rispediti a -10, certificato dal tabellone al 15′. Protagonisti di questa parte di match sono  per i bianconeri Kenny Lawson, per i romagnoli Melvin Johnson autore di una prestazione maiuscola nell’arco di tutta la gara. Johnson riavvicina fino al -3 i suoi crivellando la retina virtussina da tutte le posizioni del campo, Lawson, sfruttando la sua fisicità di difficile gestione per la difesa forlivese, ricostruisce il parziale che come detto arride alla Segafredo portandoli al +10. A questo punto però Simone Pierich con il suo ormai classico gioco da 4 punti riaccende le speranze dei suoi tifosi e ridà fiato alla loro voce. Sono lui e Johnson a riportare Forlì a contatto in prossimità della pausa lunga. Il numero 32 biancorosso ha addirittura la palla del sorpasso con un tiro da 9 metri a fil di sirena, ma l’urlo del Palafiera viene strozzato sul nascere e la Virtus va negli spogliatoi con due punti di vantaggio.

Al rientro Forlì trova il primo vantaggio della sua gara con un tiro da tre di Johnson; la squadra di Valli però non capitalizza questo momento favorevole sbagliando due liberi con Castelli, così Bologna piazza un altro parziale mortifero di 9 a 0 che la porterà sul +8 al 25′. Protagonista di questo nuovo tentativo di allungo è Michael Umeh che segna 5 punti in fila e porta i suoi sul 36 a 44. Forlì ha un nuovo sussulto ispirato da un Johnson incontenibile e impatta nuovamente a quota 44. Nella parte finale del quarto Bologna piazza un altro parziale di 9 a 2 che al trentesimo la porterà ad essere in vantaggio di 7 punti (46-53). L’Unieuro di questi ultimi tempi però non si arrende mai. Prova a ricucire questo ultimo strappo e vi riesce; con 8 minuti e spiccioli da giocare l’equilibrio la fa da padrone, però la stanchezza comincia a farsi sentire nelle gambe e nella testa degli uomini di Valli. A molti di loro oggi il coach ex Virtus ora a Forlì ha chiesto gli straordinari. È così che al 35′ il +4 vantaggio esterno che di per sé non rappresenterebbe un vantaggio incolmabile, appare un Everest inaffrontabile per i forlivesi. Le gambe non girano più, la maggior freschezza e fisicità degli avversari, soprattutto sotto canestro, la fa da padrona ed è così che Ndoja, Rosselli e Lawson piantano gli ultimi chiodi nella bara biancorossa. Forlì non è più in grado di reagire e alza bandiera bianca e si prepara alle prossime delicatissime sfide maggiormente alla sua portata sperando di poterle affrontare a ranghi completi.

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!