Verona Basket

Domenica a Forlì arriva una corazzata incompiuta per testare in maniera probante le possibilità di salvezza dei padroni di casa. Anche in questa stagione Verona ha costruito una squadra profonda e forte per arrivare in fondo alla post season (obiettivo ancora da conseguire, visto l’attuale settimo posto in classifica…) e il risultato di domenica scorsa che gli scaligeri hanno ottenuto contro la Segafredo Bologna ne è la prova. Delle ultime 4 gare Luca Dalmonte e i suoi hanno ottenuto tre vittorie e una sconfitta. Tuttavia, se è vero che hanno fermato fra le mura amiche Bologna, è altresì vero che hanno perso contro Recanati tre settimane fa. Dopo questa sconfitta però i gialloblu hanno raccolto solo vittorie, prima contro Mantova, poi contro Udine e infine proprio contro Bologna. La batteria di lunghi a disposizione di Verona è impressionante per qualità, esperienza e intercambiabilità. Solitamente in quintetto partono Dane Diliegro e Leonardo Tote’; nella partita di andata i due giocatori, però, non ebbero grosso impatto sulla gara che peraltro non iniziò praticamente mai, con Verona che scappò dopo 7 minuti e Forlì che non fu in grado di rientrare in partita fatta eccezione per una fiammata nel terzo parziale. Ebbero maggiore impatto, al contrario, David Brkic e Giovanni Pini che uscendo dalla panchina contribuirono il primo con la difesa, il secondo con alcune conclusioni fondamentali per mantenere le distanze fra le due squadre quando Forlì, seppure in maniera estemporanea, si avvicinò ai padroni di casa. Gli scaligeri schiereranno in posizione di numero 3 del quintetto base Marco Portannese recentemente eletto “Giocatore della settimana” nel girone. L’ex Scafati e Capo d’Orlando circumnavigò la partita di andata senza incidervi in maniera determinante, ma alcuni dei suoi graffi e soprattutto il suo modo di interpretare la partita nella metà campo difensiva ferirono profondamente l’Unieuro. Scorrendo il roster troviamo un altro grande difensore che Luca Dalmonte utilizza quando la partita entra nei momenti che contano, il capitano dei gialloblu Giorgio Boscagin. La bandiera veronese è giocatore silente ma utilissimo; sempre la cosa giusta al momento giusto, la bellezza del gesto spesso lascia il posto all’utilità dello stesso e i punti messi a referto dal capitano, sempre meno rispetto a quelli dei compagni di squadra (Portannese è, per esempio, realizzatore molto più prolifico), hanno un peso specifico incommensurabile nell’economia del risultato. Il reparto degli esterni a disposizione dello staff veronese è di primissimo livello: Robinson e Frazier rappresentano una delle più forti coppie di guardie di tutta la seconda serie; l’ex Reggio Emilia, Robinson, ha già vinto un campionato come questo e nella partita disputata all’ombra dell’Arena, pur non impressionando per 40 minuti, giocò una gara stando pienamente sintonizzato sui dettami richiestogli dal nuovo allenatore tramortendo più volte Forlì con alcune conclusioni dalla lunga distanza e con le sue penetrazioni al ferro. La matricola Frazier ha messo in mostra durante tutta la stagione un ottimo talento e alcune caratteristiche che lo eleggono uno dei papabili al salto di categoria il prossimo anno: agilità, ottima vena realizzativa, le sue conclusioni domenica scorsa hanno piegato Bologna, e una fisicità sufficiente a sopportare anche i più duri contatti. A chiudere il roster e a completare le rotazioni degli esterni è arrivato da Milano Andrea Amato, playmaker di talento già visto a Casale Monferrato e di sicuro avvenire.
La partita di domenica sarà arbitrata da Galasso, Gagliardi e Ferretti. E’ la prima di quattro partite durissime nelle quali l’Unieuro dovrà consolidare il suo posto nei playout e tentare di scalare qualche posizione in classifica sperando anche in passi falsi delle dirette concorrenti; non sarà facile, ma i biancorossi visti domenica a Recanati ne hanno tutte le possibilità.

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!