Ristorante San Domenico di Imola

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Ristorante San Domenico
Indirizzo: via Sacchi 1 a Imola
Recapiti tel.: 0542 – 29000
Giorno di chiusura: domenica sera e lunedì; Giugno, Luglio e Agosto tutta la domenica più lunedì ed il sabato a pranzo.
Chiusura per ferie: alcuni giorni in gennaio e alcuni giorni in agosto.
Si può prenotare? Vivamente consigliato.
Accettano tutte le Carte di Credito.
Come arrivare/itinerario consigliato: E’ nel centro storico di Imola.
Locale climatizzato con sale all’aperto.

I miei collaboratori si erano espressi al top, solo un paio ponevano l’accento sul prezzo non proprio da “trattoria”. Questi locali vertono su questi listini, qui sei su un altro pianeta e l’astronave ha un prezzo, alto. San Domenico. La location è posta davanti ad un piccolo giardino pubblico. Il Ristorante apre a Imola nel 1970, ma non risente affatto dei 50 anni.
La cucina, come la descrive Massimiliano, sarà quella di casa, ma sopraffina, aggiungerei: Morini apre il locale e si avvale del mitico Maestro Chef Nino Bergese (1904/1977) il quale trasmetterà al giovane Chef, oggi patron, Valentino Mercatilii, il suo sapere. Sarà un successo. Hanno 40 coperti, quindi sarà sempre pieno, sappiatelo per la vostra eventuale visita.
La visita al locale: di media grandezza con 3 stupende intime salette, vanta un arredamento lussuoso, ricercato e di gusto, caldo legno scuro con sedute in pelle rosso-scura; nessun odore, aria fresca e frizzante, sensazioni rare che solo gli addetti ai lavori captano immediatamente. Persino la musica di sottofondo è al volume giusto, cioè, un “sento-non-sento”, bassissima ma presente, eppoi un genere soft. 

Natale, il patron, mi spiega che loro stessi si occupano del verde pubblico in accordo col Comune che “li lascia fare”, che bellezza mirabile! Lo stabile è avvolto da piante sempreverdi rampicanti che hanno “preso” tutto l’edificio.
Con lo Chef più giovane, Massimiliano, faccio visita alle cantine, sarà qualcosa di inimmaginabile. Sotterranee molto in basso, vi si accede da una stretta ripida scala in muratura, scendendo si passa dall’ambiente elitario della sala alla rude “cantina”, sembrano le segrete di un castello! Arrivati capto il netto cambio della temperatura ed umidità, un microclima ideale per il nettare posto qui a riposare. Troviamo due pozzi, profondi 20 metri, atti a mantenere umidità e temperatura costante (un sistema naturale, senza macchinari normalmente utilizzati), solo uno ha l’acqua sul fondo, l’altro è chiuso: Massimiliano mi spiega del clima e temperature stabili tutto l’anno. Prosegue la visita: una parte è destinata ai distillati: cognac, whisky, Armagnac, Bas-Armagnac, Calvados e grappe, da far rabbrividire per annualità e quantità, datate dal 1700 in poi! Quindi una parte è destinata alla sola Francia. La cantina dei rossi è divisa in due parti: le vecchie annate, cioè dal 1985 indietro, e la parte “recente” quindi dal 1985 alle ultima annate. Abbiamo tutte le regioni italiane, Piemonte e Toscana in testa, ma anche l’Amarone ha buono spazio.
Sulla Francia presenza della Borgogna, Bordeaux. Massimiliano mostra anche una parte dedicata alla collezione di Porto, Madeira e Marsala, siamo sul ‘900 come annata. Una parte della cantina ha in riposo etichette delle annate ’60 ’70 ed ultima parte dedicata a vecchie annate, come descritto.
Un altro lato è dedicato al mitico Brunello di Montalcino, etichette del valore con tre zeri, dal 1945 alle annate odierne. Contiamo circa 15.000 bottiglie per 1400 etichette delle quali 2-300 per i soli distillati. Chapeau. La cantina è un ambiente naturale datata fine 1400.

A tavola iniziamo con un Francacorta 100% Chardonnay (voto: 10) sia come aperitivo che spumante di apertura. Il pane va descritto: panini e panetti al sesamo, mini coppie ferraresi, grissini fatti a mano tipo torinesi (al magro, bianchi, da 10 e lode), le streghette, brioscine al burro (buonissime) tutto è di loro produzione e sono poste in eleganti vassoi: niente volgare “cestino” che noi citiamo sulla Guida; il pane viene fatto due volte al giorno, mattino e sera! Mi ricorda il Loews di Montecarlo!
Una generosa golosa noce di burro giallo di malga, viene posta in un piattino come stuzzichino, non potrai fare a meno di assaggiarla con un po’ di pane. Arriva una Tartare di Salmone con aceto balsamico; quindi una zuppetta di legumi all’olio di Spello, è da bere ed è posta in una tazzina di caffè, inusuale (buonissima, basica); arriva una mousse di mortadella e pistacchio; una chicca saranno mini-cappelletti fritti. Acqua è posta in caraffa: al sapore non è minerale, strano, unico appunto che pongo, ma chiudo un occhio con i vini, eccelsi.
Si prosegue con un trancio di persico arrostito con crema di sedano rape chips, delizia.
Arriva un piatto forte: il mitico “Raviolo San Domenico” (marchio registrato!) con burro di malga, parmigiano dolce e tartufo di stagione: al taglio il rosso dell’uovo di ovaiole (di campagna doc) sgorga, denso e si allarga sul piatto, che bellezza; il sapore delicato pieno e profondo, inusuale e raro al palato (10 e lode, menzione speciale); arriva un secondo: Noce di vitello cotta a bassa temperatura con verze e crema di girasole su letto di verdure (voto: 9,5).
Quindi una serie dolci, mignon: piccola pastafrolla con gelatine ai lamponi e bacalo con crema alla nocciola, bignè al cioccolato, biscotti alla vaniglia con panna cotta alla camomilla e gelatina di legumi (voto 10). Per ora basta.

I vini, tutti a calice e sapientemente posti ad ogni cambio pietanza, sono stati tre, oltre al prosecco un corposo rosso della Valpolicella ed un apprezzato sangiovese colline Mercato Saraceno. Mi ritengo soddisfatto ed assegno massimi voti sperando di rivivere queste emozioni, perché si tratta solo di questo, oltre che del puro “mangiare”.

Dimensione del locale: bello, ampia spaziatura dei tavoli, riservatezza, tre salette intime; circa 40 coperti, il numero “perfetto”.
Arredamento fine, elegante, di classe. Tavola con tovaglia e posaterie fini, poltrona in pelle.

La Cucina come area/note sulla cucina: Cucina Italiana con connotazione francofone, trattasi di alta cucina, scuola mondiale.
Target locale $$$: Alto/Altissimo.

Descrizione dei Menù consigliati
– Antipasti: Culatello di Zibello; Cuore di Baccalà in tempura; Uovo mollet in crosta di pane bianco con crema acida al caviale e carciofo alla romana (estasi, 10); Uovo in Raviolo (voto 10 e lode e menzione speciale); Mattonella di fegato d’oca; Purea di mele golden; Gelatina al Porto con brioche tostata; ecc. (massimi voti).
– Primi piatti: Riso mantecato con gamberoni e scampi in salsa rosa; Gnocchi di patata “Rossa di Imola”; Tortellini; Ravioli di faraona e verze; Riso mantecato con cipolla tostata; Uovo in raviolo San Domenico (come sopra. Massimi voti).
– Secondi piatti: Coda di astice blu arrostita; Filetto di branzino dell’Adriatico al forno con carciofi saltati alla mentuccia, calamari “velo” croccanti e tartufo nero (stupendo, 10); Noci di cappesante alla plancia con riduzione di ostriche al Martini Dry e vongole veraci alle erbette(10 e lode); Trancio di rombo al tegame con crema di finocchio, gel di arancia e friarelli all’olio extra vergine (10 e lode); Controfiletto di vitello cotto a bassa temperatura con crema di semi di girasole al cardamomo; Carrè e cosciotto di agnello nostrano arrostiti con cima di rapa strascicata all’olio e.v.; Sella di Mora Romagnola al sale dolce di Cervia con cartoccio di carciofi croccanti; ecc.
– Contorni: massimi voti.
– dolci: Cucina e pasticceria fatta tutta al momento. Dolce: segnaliamo la loro Zuppa Inglese da lode. Massimi voti.

– La Carta dell’Acqua. Devo notare la presenza dell’acqua in caraffa, (penso a influenza francofona, la famosa “Eau-Carafe”) unica a stonare in questo olimpo di eccellenze. Per la Cantina si legga la recensione, siamo al top, presenza di 15.000 bottiglie su 1.400 etichette! Incredibile. Da visitare.
– Olio, sale, pepe, spezie: altissimo livello.

– Nel Cestino: stupendo e di alta classe il concetto di portare pane grissini ed altro, su elegante base, per i grissini un alto bicchiere tipo vaso-da-fiori. Il pane viene fatto 2 volte al giorno, sempre morbidissimo, goloso.

– Note sul menù/Piatti consigliati: Uovo in Raviolo; Riso mantecato con gamberoni; Carrè d’agnello; Zuppa inglese.

Miniere gastronomiche: i vini ed i distillati: si vedano le Cantine sotterranee, “segrete” .

Verdetto finale, voti: Location (l’esterno): 8,5; Ambiente (il Locale): 10 e lode. Servizio: 10. 
Menù: da 9 a 10 più alcune lodi; Conto: 7,5.

– Locale del Cuore? Si, stupendo.

Effettua il Pranzo Lavoro a Pranzo? Si, lo chiamano “Colazione di Lavoro” ideale per le aziende, un pasto-breve, ma valido, con: un antipasto, un primo, un secondo piatto, la pasticceria il dolce soprattutto al “modico” prezzo di 60 €, più chiaramente il bere (Menù completo è sui 200 euro)

“Sulla Porta”: il locale vanta queste “Placche”, trofei di queste Guide:
– 4live.it
– “Via Emilia Ristoranti” www.viaemiliaristoranti.it
– Guida Cartacea: Centro, Nord e fascia Adriatica nel piatto.
– Michelin (in ufficio troverete una raccolta di tutte le Guide francesi, le prime avevano solo Italia Nord: quindi dal 1956 ad oggi!)
– Inoltre elenchiamo: Espresso; Gambero Rosso e “Le Soste” una elencazione di posti meritevoli in Italia ed estero.

Puoi provare questi altri Ristoranti: (recensioni/segnalazioni, se presenti):
– Molino Rosso adiacente Casello A-14;
– Parlamintè Trattoria (recensito).

Cosa c’è da vedere. Rocca Sforzesca, bellissima, gigantesca inizio 1300; Autodromo; Parco annesso, stupendo. Centro storico.

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Sono un 63enne con 41 anni di attività professionale sulle spalle. Per divertimento mi avvicinai alla cucina, poi un magnete mi attirò verso la passione sui Ristoranti. Il caso volle che divenni un segnalatore per la guida di Veronelli, "I Ristoranti di Veronelli". La mia vita professionale mi ha portato a girare Italia e Francia. Sono un curioso che ha sete di notizie. Riservato ed anonimo, sempre!