«Da anni andiamo dicendo, purtroppo inascoltati, che l’aeroporto di Forlì è insostenibile economicamente e chi dice il contrario lo fa solo per scopi elettorali e illude i cittadini. Ora anche due professori dell’Università sostengono questa tesi che è semplicemente una posizione di buon senso.
Dalla chiusura di Seaf il Comune di Forlì ha risparmiato svariati milioni di euro. Investa questi soldi ricollocando immediatamente i lavoratori dell’Aeroporto nelle aziende partecipate e immagini uno sviluppo sostenibile del territorio potenziando i servizi del trasporto pubblico locale e i collegamenti tra le città della Romagna e le nostre colline. Sarebbe necessario inoltre un potenziamento del collegamento con le periferie, lasciate con un trasporto insufficiente e con corse sovraffollate negli orari scolastici, fuori da un qualsiasi concetto di sicurezza. Solo puntando sul nostro territorio e creando una rete che porti i turisti e i cittadini tra i nostri paesaggi si può invertire lo spopolamento dei centri di montagna e avviare uno sviluppo basato sull’agricoltura di qualità e sul turismo consapevole.
Per quanto riguarda invece la destinazione dell’area aeroportuale riconvertita apprezziamo la proposta avanzata dai professori. Creare un bosco e una cintura verde, infatti, si colloca proprio nel solco che immaginiamo per il futuro di Forlì. Ovvero una città che incentri la sua attrazione sulla qualità della vita e non sulla cementificazione.
Occorre uno slancio innovativo e il coraggio di immaginarsi un futuro che ancora non si vede. Se la politica si limita ad amministrare (anche male) il contingente e non ha coraggio e una visione di lungo periodo è completamente inutile e tutti noi pagheremo a caro prezzo quest’ipertrofia intellettuale».

Chiara Mancini Segretaria Rifondazione Comunista Forlì