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Benito Mussolini, nel discorso dell’Ascensione (era il maggio 1927), prevedeva che, a fine secolo, gli italiani sarebbero stati 60 milioni. Giusto. Quello che non poteva immaginare è che, subito dopo, sarebbero diminuiti. Oggi neppure gli immigrati, con i loro figli, consentono di compensare il vuoto demografico aperto dalla scomparsa delle generazioni via via più numerose (e fra 20 anni – con la morte dei baby boomers – sarà molto peggio).

Nel frattempo, dal 2010 il numero di giovani italiani che vanno a vivere all’estero è triplicato. Chiara Saraceno, questa sera, al Tg ha correttamente auspicato politiche di appoggio alle famiglie, norme favorevoli alla conciliazione, ecc. Anch’io, alcuni anni fa, la pensavo così. Oggi sono convinto che tutto ciò non basti: è proprio la visione prospettica di un futuro a mancare. E c’è un indicatore infallibile: la caduta a picco dei valori immobiliari. Chi è disposto a investire tanti soldi per un futuro che non immagina, in un paese in cui forse neppure risiederà?

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.