Unieuro Forlì – Tezenis Scaligera Verona: 70 – 68

Forlì trova la terza vittoria consecutiva, dopo Piacenza e Recanati. A lasciare punti importanti sul parquet del Palafiera è Verona lanciatissima nella corsa per la post season. Gli scaligeri sono squadra coriacea, lunghissima ed assai spigolosa da affrontare. Il primo parziale che si chiude sul 15 a 10 per i biancorossi si apre con l’Unieuro che comanda già al 5′ di una partita fisica e molto spezzettata dai fischi della terna arbitrale. A farne le spese è Diliegro che si vede fischiare già nel primo quarto 2 penalità. I romagnoli però non arretrano di un centimetro e contrappongono alla fisicità degli Scaligeri una buona distribuzione di palla e un’ottima difesa così, dopo aver più volte accarezzato la doppia cifra di vantaggio ad inizio del secondo parziale, gli uomini di Valli trovano il massimo vantaggio di una ancor giovane partita al 15′ (30-18). A costruire questo gap, dopo che gli ospiti si erano riavvicinati sul –3 con una bomba di Amato, rintuzzata prontamente da una tripla di Bonacini che ristabiliva le distanze, è Melvin Johnson distribuendo assist per i compagni e con una conclusione dalla lunga distanza che sembra accenderlo. E’ però solo un fuoco di paglia, infatti l’americano chiuderà la gara con soli 6 punti a referto frutto della ottima difesa fatta di anticipi, raddoppi e fisicità che i ragazzi di Dalmonte gli hanno dedicato. Una volta sprofondata a -12, però, Verona è brava a rientrare in gara grazie soprattutto a Giovanni Pini che nel solo secondo quarto metterà a referto 11 punti dei 15 con cui chiuderà alla fine. Cavalcando il lungo ex Reggio Emilia e Avellino, gli Scaligeri rientrano sino al -1 ma l’Unieuro è brava a reagire e a chiudere il 1° tempo (34-31) grazie anche ai tre rimbalzi in più catturati rispetto agli ospiti. In questa particolare statistica i padroni di casa comandano 16 a 13; il vantaggio di Forlì all’intervallo lungo potrebbe essere maggiore se solo i ragazzi targati Unieuro fossero più precisi dalla linea della carità. Ferri e compagni infatti sbagliano tre liberi sui nove tirati mentre per Verona si registra un percorso netto in questa specialità. Al rientro dagli spogliatoi gli ospiti mostrano la faccia cattiva e con un parziale di 5 a 0 ribaltano la contesa. Il terzo quarto è bellissimo; due squadre che si affrontano a viso aperto sfruttando le proprie caratteristiche e non risparmiandosi in difesa. A metà del parziale il tabellone arride ancora agli ospiti che sono in vantaggio di una sola lunghezza sul 40 a 41. Dalla terna arbitrale viene assegnato un fallo a Marco Portannese, mai entrato in partita, che non trova di meglio che sentirsi fischiare un fallo tecnico che lo porterà a trascorrere in panchina gran parte del terzo parziale. Così Forlì riesce a stare agganciata ad una gara vibrante che è ben lontana dall’essere conclusa. Protagonista della terza frazione è Simone Pierich che allunga prepotentemente le mani sulla gara e cerca di indirizzarla a suon di triple. Gli ospiti però non mollano, sono duri, fisici, sintonizzati sulla partita e troppo esperti per mollare la presa. E’ Amoroso a cadere nei tranelli degli esperti lunghi veronesi e a farsi fischiare un fallo tecnico per proteste alla stregua di Portannese. Dopo la penalità del suo lungo Forlì pare raffreddarsi in attacco mentre Verona continua a macinare il suo gioco fino ad arrivare al 30′ in vantaggio di 4 punti (50-54). L’ultimo quarto è un continuo susseguirsi di emozioni per i quasi 3600 accorsi sulle tribune del Palafiera. Forlì prima si riavvicina con la tripla di Castelli poi sprofonda fino a -6. Verona serba il controllo della partita almeno fino a quando il numero 3 in maglia biancorossa Adegboye non decide di entrare in maniera prepotente. Gli ultimi minuti di gara sono costellati da continui cambi di leadership  con Pierich,  Brikic e soci che si sfidano dalla lunga distanza. La tripla decisiva però viene messa a segno da Bonacini (nella foto di Massimo Nazzaro) che da 8 metri brucia la retina veronese e dà il +2 ai suoi. In difesa Forlì contiene il tentativo di aggancio veronese e nell’ultimo minuto a più volte la possibilità di chiudere la contesa grazie ai liberi. Gli uomini di Valli però non sono precisi e così Verona ha la possibilità con un tiro da tre di issarsi al supplementare, prima Frazier e poi Brkic e Forlì riesce a fare bottino pieno dopo una partita tiratissima anche sfruttando un inspiegabile errore di Pini che dopo avere segnato il primo dei due liberi concessogli per un fallo subito aveva volutamente sbagliato il secondo e catturato il suo rimbalzo. L’errore dell’ex Avellino chiude la contesa, per i supplementari se ne riparlerà la prossima volta, Forlì vince una gara importantissima, si prepara alla gara con Jesi e da martedì lavorerà sugli errori commessi sui quali oggi non ha pagato dazio.

Unieuro Forlì: Adegboye 16 (3/9, 3/6), Bonacini 14 (3/7, 2/3), Pierich 14 (3/6 da tre), Castelli 11 (2/3, 1/3), Amoroso 7 (2/5, 1/1), Johnson 6 (0/4, 2/5), Rotondo 2 (1/2), Ferri (0/2, 0/1), Thiam, Paolin, Ravaioli, Del Zozzo. All. Valli.
Tiri liberi: 12/21 – Rimbalzi: 25 (6+19) – Assist: 10.
Tezenis Verona: Pini 15 (3/5, 2/3), Boscagin 15 (4/5, 1/1), Robinson 13 (4/6, 0/1), Frazier 11 (5/7, 0/1), Portannese 4 (1/1, 0/1), Diliegro 4 (1/2, 0/1), Brkic 3 (0/1, 1/4), Amato 3 (0/2, 1/1), Totè 0 (0/2, 0/3), Rovatti, Quadrelli, Basile. Luca Dalmonte.
Tiri liberi: 17/20 – Rimbalzi: 33 (3+30) – Assist: 8.

Arbitri: Galasso – Gagliardi – Ferretti.

Parziali: 15-10; 34-31; 50-54.
Note: 3.503 spettatori, di cui 40 da Verona. Uscito per falli: Castelli.
CONDIVIDI
Articolo precedenteCittadinanza onoraria a Sonia Bonfiglioli, Pietro Greco e Giuseppe Longo
Articolo successivoSono Cori di giubilo solo per il Santarcangelo
Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!