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«Non è vero che la mamma di Cristian Ricci non sia mai stata mai coinvolta. La scuola l’ha contattata prima ancora di definire se portare la classe in gita. Non è vero che il dirigente scolastico abbia utilizzato termini come ingestibile e inidoneo. Non è vero che si è parlato di scomodità nell’uso del pullman perchè sappiamo che Cristian necessita di apposito trasporto e siamo in grado di provvedervi: al centro delle nostre preoccupazioni c’è il benessere dell’alunno. Non è vero che riconoscere la diversità significhi fare tutto ad ogni costo. Non è vero che la scuola esclude.

È vero. È vero che le scuole dell’Istituto Comprensivo n.3 di Forlì contano 59 alunni diversamente amabili per i quali ogni azione di accoglienza, inclusione e integrazione è pensata con sensibilità e professionalità. È vero che i Docenti della scuola hanno contattato il museo San Domenico per accertarsi della presenza di spazi specifici per la cura di quelle difficoltà di Cristian Ricci che per privacy e rispetto non sono esplicitate. È vero che è stata organizzata una riunione di raccordo scuola – ente locale/sindaco – servizi sociali – Ausl per concertare come favorire la visita di Cristian al museo, concertazione per altro spesso in uso per la gestione quotidiana della complicata disabilità dell’alunno.

È vero che Cristian frequenta le nostre scuole già da 7 anni durante i quali si è sempre lavorato per favorirne la frequenza e l’accudimento, permettendogli di partecipare a tutte le esperienze scolastiche. È vero che i compagni di classe, gli insegnanti, i genitori degli altri alunni diversamente amabili, i bidelli, il personale di segreteria sono molto sconcertati rispetto ai proclami e agli scritti pubblicati da chi non conosce la ricca e preziosa esperienza educativa delle scuole del Comprensivo n.3 di Forlì e non si è preoccupato di farlo.

È vero che la scuola ora dovrà impegnarsi con delicatezza a riflettere con i ragazzi su come può essere gestita un’informazione. È vero che la scuola continuerà a lavorare con equilibrio e dedizione nell’accompagnare i ragazzi nella costruzione di una propria capacità critica che non può prescindere dal conoscere i fatti, dal ricercare il confronto, la mediazione, la verità.
È vero che fa molto più rumore un albero che qualcuno fa cadere, rispetto alla crescita di una foresta che lentamente si forma, ponendo al centro il lavoro educativo, il rapporto con le persone, la cura di ogni specificità».

Il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo n. 3 di Forlì Barbara Casadei