Unieuro Forlì – Alma Trieste: 63-67

Unieuro Forlì: Melvin Johnson 19 (5/9, 2/7), Ogooluwa Adegboye 14 (4/11, 1/4), Riccardo Castelli 9 (1/4, 0/1), Ryan Amoroso 8 (3/5), Michele Ferri 5 (1/2, 1/5), Davide Bonacini 4 (2/3), Iba koite Thiam 2 (1/1), Simone Pierich 2 (1/1, 0/1), Paolo Rotondo, Francesco Paolin. All. Valli.
Tiri liberi: 15/27 – Rimbalzi: 25 (5+20) – Assist: 9.
Alma Trieste: Jordan Parks 30 (11/13, 0/1), Matteo Da Ros 13 (5/9, 0/1), Stefano Bossi 10 (3/5, 1/6), Andrea Coronica 7 (2/2, 1/1), Alessandro Cittadini 4 (2/5, 0/1), Andrea Pecile 2 (1/2, 0/2), Alessandro Simioni 1, Javonte damar Green (0/1 da tre), Lorenzo Baldasso 0 (0/2, 0/2), Massimiliano Ferraro. All. Dalmasson.
Tiri liberi: 13/17 – Rimbalzi: 38 (7+31) – Assist: 10.
Arbitri: Moretti – Pepponi – Buttinelli.
Parziali: 19-14; 15-16; 13-15; 16-22.
Note: 2.975 spettatori. Usciti per falli: Castelli, Amoroso; Baldasso, Green.

Non è un esercizio di riscaldamento ma è la sintesi di quanto è accaduto oggi sulle tavole del PalaGalassi dove i padroni di casa cercavano contro Trieste di iniziare con il piede giusto il trittico di partite interne che li attende. I quasi tremila tifosi che assiepavano le tribune del palazzetto forlivese hanno cominciato a prendere confidenza con i volti nuovi che il mercato ha portato a Forlì: Adegboye e Johnson chiamati a risollevare le sorti biancorosse hanno giocato una partita fatta di alti e bassi e nel finale non riescono a condurre i compagni alla vittoria non solo, però, per colpa loro.

Altro innesto del mercato che ha trovato posto in quintetto è Ryan Amoroso che come il compagno di reparto Castelli ha debuttato davanti al suo pubblico fornendo una prestazione tutt’altro che da ricordare. Il passaportato, però, è stato penalizzato molto all’inizio della gara con due falli che lo hanno tenuto a lungo in panchina già nel primo periodo e forse anche per questo il lungo forlivese non è mai riuscito ad entrare pienamente in partita e soprattutto non si è fatto trovare pronto quando la squadra nel finale della gara ha avuto bisogno di lui e Ryan ha vanificato le speranze di riaggancio della squadra con una infrazione di passi. Al 5′ minuto Forlì è davanti (8-4), la gara è molto spezzettata, i due allenatori ruotano vorticosamente i propri uomini cercando di trovare il bandolo di una matassa ancora lontano dall’essere dipanata.

Trova il campo inaspettatamente anche Iba Thiam, il ragazzo senegalese ha un ottimo impatto sull’incontro, la sua energia scalda i cuori dei tifosi e fa dimenticare loro alcune incomprensibili chiamate della terna arbitrale (secondo fallo di Amoroso). Trieste si consegna a Forlì lasciando in panchina per metà primo quarto Parks che però nei restanti 4 minuti e 40 mette a segno 10 punti, si prende una stoppata da Thiam e riporta i suoi a -5 dopo che sul -11 il suo allenatore aveva chiamato minuto di sospensione. Il secondo quarto va via liscio con Forlì che controlla ritmi e punteggio ed è sempre davanti, al 15′ (28-22), e alla pausa lunga (34-30). Trieste però ha, poco prima, la palla del pareggio prima con Da Ros e poi con Bossi. I due sbagliano e con la squadra di Dalmasson che in contumacia Parks in panchina per tre falli, non riesce a trovare sbocchi nella ottima difesa forlivese, vanno al riposo con 4 punti da recuperare.

Il terzo quarto è ondivago, fatto di parziali con gli ospiti che trovano il primo vantaggio della gara al 25′ (38-39). Forlì non riesce più a trovare fluidità in attacco anche perché Bossi e compagni stringono le maglie difensive. I padroni di casa reagiscono e tornano davanti, al 30′ il tabellone dice 47 a 45 vantaggio interno. Tutti i presenti sanno che la gara è importantissima e la tensione si taglia col coltello. L’ultimo parziale non verrà sicuramente ricordato per le giocate di alto profilo a cui i presenti hanno assistito, ma poco importa, Forlì continua a litigare con i ferri dalla lunetta e in una gara a così basso punteggio 8 errori paiono troppi. Le due squadre e le due tifoserie sono gemellate e Trieste sembra fare di tutto per non inguaiare un avversario in difficoltà.

Entrando nell’ultimo minuto i padroni di casa hanno l’ultimo occasione per riaprire definitivamente una gara mai chiusa ma l’uno su due di Castelli dalla linea e l’infrazione di passi chiamata sul possesso successivo ad Amoroso vanificano l’antisportivo chiamato dagli arbitri pochi istanti prima ed ogni velleità di aggancio romagnola va in fumo soprattutto perché Parks è freddissimo dalla lunetta e non lascia nulla al caso a differenza di Bossi e Da Ros chiudendo la partita sul 63 a 67. Forlì rimane aggrappato alle speranze di salvezza solo perché Recanati perde sonoramente a Roseto. Gli uomini di Valli hanno palesato ancora difficoltà in attacco dove l’occupazione dello spazio è apparsa un limite, difficoltà al tiro da fuori, il 22% rappresenta una percentuale irrisoria e la mancanza di Reati non può e non deve essere un alibi. Il tempo per risorgere non manca e le occasioni pure, ma occorre invertire la tendenza al più presto, non possono più esserci più scuse.

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!