World Café

Il metodo del World Café fa la sua comparsa a Forlì. L’Associazione ForlìperBene apre, il 10 febbraio presso la saletta AVIS di Via Lombardini alle 20.15, un ciclo di appuntamenti sulla città intitolato “Il Sindaco sono io” con lo scopo di dibattere attorno a macro-argomenti di grande rilevanza pubblica, proporre accorgimenti, trovare le soluzioni ai casi più scottanti: Centro Storico, sicurezza, mobilità e quant’altro. Una pagina di concreto civismo, di partecipazione attiva generata dal basso, dai cittadini, degna quindi di particolare attenzione. I promotori dell’esperimento sociale nel forlivese sono: il Presidente dell’associazione Andrea Ravaldini, la vice-Presidente Silvia Cecchetti, Franco Bagnara, l’ex vice-Sindaco Giancarlo Biserna, Gabriella Carbonari, Eugenio Fabbri della Faggiola, Flavio Fava e Paolo Poponessi. Ad incoraggiare e guidare il processo dialogico attorno alle linee guida invece, vi partecipano la Dottoressa in Psicopedagogia Maria Cristina Carraro ed il Dottore in Psicologia e Sociologia Stefano Cifiello. Nel caso specifico, la teoria e la pratica si condensano nel metodo del Word Café che congiunge la convivialità e l’informalità dei salotti letterari all’Hotel de Rambouillet – senza i preziosismi dell’aristocrazia seicento-settecentesca – sino ai bar contemporanei e la scientificità teorica dell’interazione sociale. Più precisamente, di che cosa si tratta? È un’iniziativa di ricerca sociale partecipata – sottolinea il Presidente dell’associazione, Ravaldini – che a differenza di una pubblica assemblea di cittadini, il World Café prevede un lavoro strutturato di scienza sociale. Lo scopo è quello di condividere le conoscenze e le opinioni tra gruppi di cittadini riuniti attorno ad un tavolo al fine di ottenere, a livello cittadino, sia un miglioramento organizzativo sia dei risultati utili a tutti. Difatti, la prassi scientifica ne suffragherebbe la tesi di fondo: la formazione della cosiddetta intelligenza collettiva transiterebbe attraverso la condivisione comunitaria dei problemi, l’incremento delle informazioni, la negoziazione ed infine, la proposta. Durante il primo esperimento datato 1995 svoltosi a Mill Valley, California, Juanita Brown e David Isaacs dimostrarono quanto questa metodologia creativa e non convenzionale stimolasse l’impollinazione incrociata delle idee, la cross-pollination: dallo scambio delle personali conoscenze sul tema si originerebbe il mutuo arricchimento di ogni singolo partecipante. Sebbene la spiegazione ne richiederebbe un più capillare approfondimento teorico, nel complesso – possiamo dirlo e ne sono certo – la scelta di rendere pubblica e plurale la pratica traccerà un importante solco per l’associazionismo della nostra città. I miei rinnovati complimenti all’iniziativa e gli auguri più sinceri.

Cristian D’Aiello