Nuovo ospedale a Cesena

Ventidue ettari di terreno agricolo di Villa Chiaviche, località a Nord di Cesena, saranno cementificati per poter realizzare il Nuovo Bufalini. L’ospedale, una piastra edificata di trentatremila metri quadri con sei torri, sarà collegata a Cesena mediante una monorotaia.
Aurelio, appresa la notizia, chiama Giovanni Battista Morgagni per chiedere lumi circa il faraonico progetto… Trad. Aurelio: ”Senti Battista, hai saputo che a Cesena vogliono costruire un nuovo ospedale a Villa Chiaviche con una monorotaia che lo collega alla città? Secondo te serve?”. Battista: ”Ohi Aurelio, dell’ospedale non so, ma di un nuovo reparto psichiatrico sì… ed anche grande!”.

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Architetto, appassionato d’arti grafiche, fotografiche e design. Progettista e restauratore di edilizia pubblica e privata, è specializzato nel settore scolastico. Cura in particolare la sua rubrica "Icarate". Cosa sono le “Icarate”? Il 25 novembre del 2013 nasce su Facebook il gruppo “Sei di Forlì se…”. Fin dall’inizio dell’attività in rete nelle discussioni, e fra i temi dibattuti, emergeva una figura: Icaro. La statua del mitologico primo aviatore, infatti, era spesso ricordata ed il perché è presto spiegato: quanti legano la propria vita scolastica al virgulto uomo alato di guardia agli istituti scolastici di piazzale della Vittoria? Quanti si sono ritrovati, almeno una volta, sotto il figlio di Dedalo con gli amici, la morosa o fermati dai Vigili Urbani spesso appostati nelle vicinanze? Addirittura si potrebbe pensare che in una città così avara di statue com’è Forlì (i romagnoli non se la sono cavata mai tanto bene con il culto delle immagini), l’oriundo Icaro potesse battere per notorietà colui che più di ogni altro forlivese rappresenta il grande uomo ed il patriota: Aurelio Saffi. Icaro prende vita e coscienza (si fa per dire); conscio della propria notorietà ed in credito con il destino non ci sta a fare da testimone muto ed immobile, vuole di più, vuole spiccare il volo, vuole vivere. Il rapporto con Saffi diventa critico ed il suo piedistallo diviene troppo piccolo, finché la conoscenza di Ebe lo matura e lo fa più uomo. Le tre statue più importanti di Forlì, compreso qualche “cameo” di Morgagni, raccontano attraverso le “Icarate”, avvenimenti, luoghi comuni, sentimenti di tutti i giorni. A questo punto ognuno è libero di ricamare sul significato di questa fiaba. Inventare connessioni fra un immobilismo provinciale della città e la statua mitologica, collegare il mondo classico di Icaro alla moderna Babele sociale di oggi...o semplicemente ridere di qualche vignetta che offre Icaro protagonista dei nostri dubbi e delle nostre incertezze di esseri umani.