Paola Negosanti

Che cosa vi viene in mente se vi dico la sigla PEI? Provate ad indovinare anche se non si vincono milioni di euro e io non sono nemmeno Gerry Scotti! Vi do comunque un aiutino “da casa”… è un acronimo che significa Progetto Educativo Individualizzato! Forse nemmeno questo vi sarà di molto aiuto quindi faccio qualche passo in dietro. Si tratta di un progetto in cui al centro troviamo la vita di una persona con disabilità. Generalmente viene aggiornato ogni sei mesi in un incontro in cui è presente la persona interessata, il suo educatore di riferimento, l’assistente sociale, il consulente dell’Asl e i genitori della persona coinvolta. In questa occasione si discute sul raggiungimento degli obiettivi prefissati e si pongono nuovi obiettivi per i mesi successivi. Ritengo importante riflettere insieme a voi su questo tema. Secondo me il rischio del PEI è quello di richiudere la persona al progetto e non vedere tutte le sue infinite possibilità, mentre al centro ci dovrebbe essere la persona e non l’idea che abbiamo di lei perché la vita “non si progetta a tavolino” ma si vive giorno dopo giorno. Visto che tra l’altro può cambiare improvvisamente. Per fortuna che ultimamente si inizia a parlare di “Progetto di vita” che prevede una prospettiva più ampia rivolta verso il futuro. Ancora una volta dico che è importante cambiare le parole, ma è molto più significativo modificare le abitudini radicate nelle prassi. Ho sperimentato sulla mia pelle che il cambiamento sta proprio nel rendere ognuno di noi protagonista della sua vita responsabile, delle sue decisioni e relative conseguenze sia positive che negative. Permettendo così che le necessità e i desideri escano da noi verso l’esterno e non che entrano in noi dall’esterno seguendo una lista scritta. Riflettiamo inoltre sul fatto che l’importanza rilevante di vivere alcuni momenti unici e preziosi come quello di sedersi sul cornicione a guardare il panorama. Purtroppo molte volte può sembrare che non sono da “PEI”, e invece lo sono eccome. Spero vivamente che tante altre persone possano vivere in prima persona questo cambiamento di prospettiva.

Paola Negosanti

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La comunicazione si conferma essere una funzione fondamentale nella vita di ogni essere umano e si può esprimere in diversi modi e forme di linguaggio. Un vettore di informazioni e comunicazioni è senza dubbio il web, con opportunità quali i blog o le pagine facebook in cui ognuno di noi può esporsi ed esporre all'esterno pensieri, opinioni o semplicemente commentare fatti avvenuti. Una RedAzione può aiutare a sviluppare o più semplicemente dare spazio a capacità e abilità di scrittura o fotografiche. Le modalità espressive varieranno in funzione dell'argomento, degli interessi o del destinatario dell'informazione, potranno essere: articoli, fumetti, vignette, critiche, interviste, video, foto e tutto quello che verrà in mente e che di volta in volta si riterrà più adatto. Il momento redazionale e di programmazione della redazione diventa uno dei modi con cui i ragazzi possono, oltre che ordinare e attribuire senso alle proprie esperienze, anche percepire attraverso relazioni sociali un possibile rapporto con gli altri, a sottolineare come l'individuo non dipenda solo dai propri sistemi di significato, ma anche dal suo rapporto con l'ambiente e con le persone con cui la sua vita si incrocia. L'idea è anche quella di far passare un messaggio chiaro all'esterno, la disabilità non parla solo di disabilità ma può aprirsi ed esprimersi su qualsiasi cosa faccia parte della vita: musica, sport e spettacolo sono solo alcuni degli argomenti che vorremmo trattare. Tutto questo avverrà in collaborazione con 4live, blog di informazione locale, gestito da Tommaso Di Lauro (giornalista iscritto all'albo).