The sad story of a happy clown

The sad story of a happy clown” è una serie girata esclusivamente a Forlì che verrà trasmessa nel web verso fine febbraio. La serie, che per ora è alla prima stagione, è stata realizzata con un “budget” limitato e con la partecipazione di una cast tecnico e artistico non retribuito, con la speranza che, in seguito, il budget a disposizione possa essere aumentato così da poter mettere in atto qualcosa di qualità superiore.

In una Forlì grottesca, quasi surreale, affollata da “freaks” che rendono un’atmosfera cupa e minacciosa, ma al tempo stesso estremamente vitale e caratterizzata da un pulsante erotismo dove vita, sesso, mutilazioni e morte si alternano in un trascinante delirio, si compie la “via crucis” di un ragazzo alle prese con una sindrome da emulazione verso il Joker. Questo ragazzo interpretato da Andrea Petrini, fin da piccolo, è sempre stato appassionato e ossessionato dal Joker, il celebre personaggio dei fumetti di Batman, e questa ossessione lo porterà ad imitarlo. Imitarlo nel senso di diventare sadico, di diventare un vero cattivo. Il ragazzo finirà per compiere delle vere e proprie torture fisiche e psicologiche ad altre persone. Nella prima stagione si parla soprattutto della metamorfosi di una persona “normale” fino a diventare un vero e proprio bastardo sadico. La web-serie è espressamente ispirata allo sconvolgente massacro di Aurora, avvenuto tra la notte del 19 e 20 luglio 2012, in cui un ragazzo, James Holmes, convinto di essere il Joker, entra in un cinema in cui stavano proiettando “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” e compie una strage. Lo stile con cui è sviluppata la web-serie è indirizzata ad un pubblico di maggiorenni, dato che nelle puntate ci sarà un linguaggio volgare, scene di nudo e scene disturbanti, quasi più a livello concettuale che visivo. Il protagonista è un personaggio estremamente tormentato e insicuro e andrà incontro ad una serie di scelte, moralmente sbagliate, che lo faranno diventare proprio un’altra persona fuori assolutamente fuori dagli schemi.

Il titolo del primo episodio sarà “Ossessione ed emulazione.” E sì, in ogni titolo ci sarà un punto alla fine per un motivo ben preciso: in ogni episodio il protagonista perde una parte di sé e la lascia indietro. Il punto alla fine del titolo dell’episodio lascia ad intendere che sono vicende che finiscono lì per lì.
Il primo episodio è, ovviamente, un episodio di presentazione rapida del protagonista che, con monologhi e voci fuori campo, spiega la sua vita finora e quello che sta vivendo. Lui è tormentato ed è indeciso se “fare il salto” o no. Cosa si intende per “fare il salto”? Si tratta del cambiamento fisico per somigliare al Joker e questo gesto è la vera e propria decisione di diventare proprio come lui. In questo caso, il “salto” diventerebbe il tagliarsi la bocca fino alle guance, proprio come il Joker interpretato da Heath Ledger ne “Il cavaliere oscuro”. L’episodio pilota serve principalmente a far capire chi è e chi vuole diventare.

Molte scene dovranno, per forza, essere censurate. Ad esempio, nella versione incensurata ci saranno intere scene di nudo e di tortura alle parti genitali delle vittime del protagonista, oltre che a scene di sesso. Anche il linguaggio utilizzato è proiettato ad un pubblico maggiorenne. Il protagonista, spesso e volentieri, sfonda la quarta parete, ovvero spesso parla direttamente con gli spettatori di quello che ha in mente e che vuole fare. Questo fa ricordare “Deadpool”, il famoso antieroe della “Marvel”.