Zelli: «L’insegnamento della Venerabile dovadolese Benedetta Bianchi Porro»

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Alla presenza del Cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, che ha celebrato la Santa Messa all’Abbazia di Sant’Andrea (La Badia) di Dovadola, domenica 22 gennaio è stata ricordata Benedetta Bianchi Porro in occasione dell’anniversario della morte avvenuta a Sirmione.

Della Venerabile dovadolese è stato scritto che è stata “la più chiara manifestazione del paradosso cristiano; la vita attraverso la morte, la potenza attraverso la debolezza, la conquista attraverso la perdita, la realizzazione di sé stessa attraverso il proprio annientamento. (…) Lungi dall’essere isolato e solo, il suo letto divenne un pulpito dal quale Benedetta “predicava senza predicare” lezioni di pazienza, umiltà, fortezza…”.

In effetti di fronte alla testimonianza di Benedetta tutti coloro che vengono a contatto con la sua storia si mettono nella condizione di pensare che le parole “suonano povere, ci si sente diminuiti, impari al proprio compito è non si può che ascoltare e tacere”. Ma i gravi problemi sociali che attanagliano le nostre collettività e quelle di tutto il mondo ci devono anche spingere a trovare le giuste motivazioni per un impegno di carattere civile affinché tutti coloro che vivono situazioni di disagio non si sentono soli.

A Dovadola c’è lo hanno insegnato nei giorni scorsi i trecento giovani che hanno partecipato al raduno degli Oratori Don Bosco. Per cinque giorni li ho visti attivi come non mai nel campo della solidarietà (hanno raccolto 300 quintali di cibo prontamente inviato alle loro missioni in Perù), così come si sono cimentati in campo culturale e religioso. A dimostrazione che le differenze, le diffidenze e le difficoltà si possono affrontare. Occorre prendere il bandolo giusto della matassa, che per Benedetta è stato il vivere pienamente la propria esistenza. Insegnamento che vale anche per tutti noi.

Gabriele Zelli

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.