Poco più di 24 ore. La nostra petizione online sulla Salsamenteria Tomba sta avendo in queste ore un’adesione straordinaria. Raggiunto (e superato!) la prima tappa delle 100 firme ed un gradimento sulla piattaforma Facebook che, momentaneamente, supera i 300 “mi piace”. Specifico, dato che sono pervenute alcune perplessità, che la natura della petizione è meramente simbolica ossia l’obiettivo di fondo è quello di non spegnere i riflettori su un argomento di cotanta rilevanza pubblica.

Non vi è alcuna velleità di costringere la Famiglia Canestroni – in particolare Giovanni Canestroni, ultimo erede del mestiere – a riaprire l’attività poiché le ragioni sono differenti e ponderate, ma di far partecipare l’intera cittadinanza nella salvaguardia di retaggi aviti, di usi e consuetudini, di veri e propri gesti che legano ognuno di noi a questa terra, la nostra terra.

Difatti, come ho ribadito più volte in questi giorni sui social e non, riteniamo necessario il coinvolgimento della Famiglia stessa, dell’Amministrazione comunale, dei soggetti culturali e/o associazioni di categoria nel non lasciare perire uno straordinario patrimonio che ha attraversato intatto due secoli (XX e XXI) al fine di erigerlo a simbolo dell’identità artigiana di Forlì e della Romagna. Libere le idee sul destino: una vetrina, un museo dell’artigianato, corsi di cucina romagnola, chi più ne ha più ne metta. Chiediamo solo di tutelare le antiche tradizioni perché non vi è futuro senza passato.
Per chi volesse aderire alla nostra iniziativa, clicchi qui e firmi la petizione.

Cristian D’Aiello, Lorenzo Di Stefano