Internet è diventato parte della vita quotidiana dei ragazzi, che iniziano a navigare in rete sin da piccoli. Si assiste infatti ad un abbassamento dell’età di accesso ai social network e agli ambienti “virtuali”: i problemi possono emergere fin dai 9-10 anni quando, per curiosità o spirito d’imitazione, anche i bambini si registrano on line fornendo spesso dati falsi.
Per cercare di affrontare questo tema quanto mai attuale e delicato, il Lions Club Forlì Valle del Bidente, presieduto da Domenico Camporeale, organizza per venerdì 20 gennaio 2016 alle ore 20,00 nella propria sede all’Hotel Globus City, un meeting su: “Uso responsabile delle tecnologie informatiche. I minori e Internet – problemi legali connessi ad un uso scorretto di tali mezzi di comunicazione”.
Senza demonizzare internet, che offre preziose opportunità di informarsi e socializzare, il relatore Marco Martines, notissimo avvocato penalista e socio del Club, affronterà i problemi legali connessi ad un uso scorretto di tali mezzi di comunicazione, dando qualche consiglio utile ai ragazzi ed agli adulti per tutelarsi, difendersi e sentirsi protagonisti della propria sicurezza e libertà individuale.
In particolare si parlerà di bullismo on line, che si verifica più nell’età della scuola media (l’adescamento riguarda la fascia dai 12 ai 16 anni), e di violazione della privacy. Come evidenziano anche i dati della polizia postale, gli adolescenti sono più esposti a questo rischio, sempre più frequente, perché hanno molti contatti on line e con facilità divulgano le foto proprie e altrui, credendo che il “virtuale” sia “non reale” e ciò porta a un eccesso di fiducia nelle relazioni on line. Anche la maggiore abitudine alla tecnologia riduce le difese dei “nativi digitali”: la rete rende più disinibiti, nonostante si abbiano meno informazioni sulle persone con cui si entra in contatto. I ragazzi hanno difficoltà a comprendere concetti come riservatezza dei dati e a distinguere fra scherzi e comportamenti che possono costituire reato, in particolare molestie, diffamazione o sostituzione di persona. Esempi sono la diffusione di foto di minorenni senza autorizzazione del titolare e dell’adulto o il profilo aperto a nome di un compagno, oppure l’esposizione a contenuti dannosi, falsi o addirittura illeciti, come la pedopornografia o l’istigazione all’odio razziale.