Piscina

«Questa lettera è frutto della collaborazione di tutti i ragazzi del GS nuoto: chi ha partecipato più incisivamente, chi ha contribuito anche solo con il supporto, ha ascoltato e approvato, quindi una lettera di tutti noi atleti GS.
Vogliamo farvi presente la situazione di disagio in cui ci troviamo riguardo a tutta questa storia. Da quest’anno, dopo aver iniziato la stagione con oltre 20 giorni di ritardo, ci troviamo ancora a nuotare parzialmente in utenza libera; e i più grandi solo e solamente in utenza libera visto che tra lavoro, università e scuola non possono essere presenti in piscina se non nelle ore tardo pomeridiano-serali. Tutto questo perché non abbiamo aderito al progetto della squadra unica: molti di noi provengono da società diverse da quella in cui nuotiamo oggi, quegli stessi enti sportivi che costituiscono la Rari Nantes; dei nostri vecchi allenatori non abbiamo più fiducia, quella fiducia e stima che riponiamo oggi in Andrea e Alessandro, che abbiamo scelto per il nostro progetto.

Il piano Rari Nantes è invece partito dai vertici, cioè da illustri signori che del cloro non sentono neanche l’odore. Nessuno di loro ha avuto la cortesia di chiederci se eravamo d’accordo con quest’idea, dettata da numeri e da bilanci. E questo è dimostrato dal fatto che di quei dichiarati 200 atleti forlivesi, oggi in vasca ne vedete ben pochi. Questi illustri signori avrebbero la pretesa di prendere decisioni sul nostro percorso agonistico e, ancor peggio, inevitabilmente sulla nostra vita. Noi mettiamo tutto il nostro impegno e dedizione in quello che facciamo, riponendo speranze e sogni. Se nuotare è la nostra passione, vorremmo continuare a farlo alle stesse condizioni degli atleti della Rari Nantes, con i nostri allenatori che ci garantiscono, grazie alla loro professionalità, il raggiungimento dei singoli obiettivi personali. La piscina di Forlì era e speriamo sarà ancora come una seconda casa, la squadra è come una seconda famiglia che ci siamo scelti. Doversi presentare oggi in piscina e sentirsi degli estranei è davvero frustrante.

Lo sport agonistico plasma il corpo ma soprattutto la mente, ed è per questo che ancora siamo in vasca nonostante tutto e tutti. Sapere di avere portato un po’ di lustro alla nostra Forlì e dopo pochissimo tempo essere stati scaricati, essere considerati invisibili, ci rattrista molto. Chiunque di voi da bambino, adolescente, adulto, ha coltivato i sogni mettendoci tutti voi stessi, come si sentirebbe se i vostri sogni venissero calpestati da altri? Ci state togliendo la libertà di scegliere e la state togliendo anche a chi verrà dopo di noi».

Gli atleti GS Nuoto Forlì