Catia Gambadori AICS

Catia Gambadori confermata alla presidenza del comitato provinciale Aics Forlì-Cesena per gli anni 2017-2020: «Ora cerchiamo di allargare il panorama delle discipline sportive di interesse, puntiamo agli urban sport, alla formazione dei tecnici e ad intensificare i rapporti con il sociale, Asl e coop sociali in testa perché Aics non è solo sport, ma anche promozione dell’integrazione e della comunità attiva. In tal senso, il protocollo siglato con l’Anci sia di aiuto per ribadire con più forza l’importanza del ruolo svolto dagli Enti di promozione sportiva attraverso le sue società nel territorio con l’obiettivo comune di promuovere inclusione, solidarietà, lotta al doping e alle devianze giovanili».
L’assemblea dei delegati Aics ha quindi rinnovato, stamane al Grand Hotel di Forlì, la propria fiducia al presidente uscente Catia Gambadori. Al congresso presenti anche il presidente nazionale Aics, Associazione italiana cultura sport, l’onorevole Bruno Molea, e il presidente regionale Aics Giovanni Scalese. «La recente assegnazione alla città di Forlì del titolo di “Città’ Europea dello Sport 2018” – ha ribadito la presidente Gambadori – sottolinea la ricchezza che le nostre società di base, attraverso la loro attività, rappresentano per il nostro territorio. Anche Aics contribuirà con le sue società, come tutto il mondo sportivo forlivese, alle manifestazioni che si svolgeranno per tutto l’anno valorizzando l’impiantistica, l’aspetto turistico ed economico di questo evento, ma anche il valore sociale, culturale ed educativo dello sport. La sfida per il futuro è quella di stimolare la crescita e la partecipazione dei giovani e di valorizzare le diversità come ricchezza non solo nella nostra associazione, ma anche dell’ intera società. Sono questi gli obiettivi che devono stimolare il nostro agire quotidiano a investire risorse ed energie per i prossimi quattro anni». Ambiziosi gli obiettivi prefissati dalla presidente Gambadori per il prossimo mandato. «Non è più possibile basare le nostre entrate economiche e il nostro tesseramento diretto su una o poche discipline, ma seguire diverse strategie, individuando spazi per nuove attività – ha spiegato -; è necessario occuparsi dei nuovi urban sport, come il parkour e lo skate e consolidare ancora di più l’attivazione di corsi multi sport per bambini e ragazzi; occorre lavorare sulla fidelizzazione dei soci investendo in qualità, costante formazione dei tecnici, del personale; importante consolidare e implementare i rapporti con l’area del sociale e del terzo settore, con i diversi soggetti ed Enti, penso ad esempio all’Asl, alle Cooperative Sociali, al mondo delle Associazioni, per una naturale condivisione di finalità e di intenti e per continuare a dare in concreto a tutti l’occasione e la possibilità di partecipare. L’associazionismo è anche, e soprattutto, partecipazione, educazione e coinvolgimento nel processo di cittadinanza attiva e consapevole: una grande forza propulsiva di ideali, proposte e capacità operative, a disposizione della società, della pubblica amministrazione e dei cittadini. Pertanto desidereremmo diffondere la consapevolezza che associarsi non significhi riduttivamente usufruire di un servizio, ma che rappresenti in prima istanza l’opportunità di mettersi in gioco per costruire insieme la Società della quale saremo orgogliosi di fare parte domani».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del presidente nazionale Bruno Molea: «Lo sport di vertice è bello ed emozionante, ma non rappresenta la parte più importante né numerosa dell’attività sportiva – ha detto -. Sono invece gli enti di promozione sportiva che, raggruppando e rappresentando, oltre 7 milioni di cittadini in Italia, garantisco un servizio che non è solo quello dell’attività sportiva, ma è quello dell’educazione dei giovani alla corretta crescita morale, all’integrazione sociale, ai valori etici dello sport. Nella stessa direzione va il citato protocollo con l’Anci siglato alla Camera un mese fa: nel rafforzare il rapporto tra Comuni ed enti di promozione sociale e sportiva per garantire, anche nelle zone meno decentrate e nei centri più piccoli, servizi e aiuti alle famiglie per la corretta e sana crescita dei propri figli».
Il rinnovato Consiglio direttivo risulta così composto: Catia Gambadori (presidente provinciale), Paolo Tani (vice presidente), Raffaele Procicchiani (vice presidente), Bruno Conficoni, Daniele Cucchi, Goffredo Gardini, Gabriele Ghetti, Viviana Neri, Velio Pantani, Paolo Proscia, Marco Ricci.