piscina comunale forlì

«Sono un genitore di un atleta iscritto in GS Nuoto, che come gli altri, ogni giorno cerca di organizzare, non facilmente, la propria giornata lavorativa con gli orari flessibili degli allenamenti del figlio. Nella stagione agonistica precedente mi recavo regolarmente alle 20,00 in piscina; ora a volte alle 16,30, alle 20,00 alle 22,30. Tutto questo sta succedendo perchè la nostra società, la volontà dei nostri figli, da noi genitori pienamenti sostenuti, non è stata quella di aderire al progetto della Rari Nantes. GS Nuoto ha un suo progetto che andrebbe sostenuto, condiviso ma non ostacolato. Viene dichiarato che non ci sono spazi acqua idonei e disponibili per gli atleti del GS; poi succede regolarmente come oggi che, recandomi in piscina, la vasca per gli allenamenti dell’agonistica, alle ore 16,10 ci sono solo 3 corsie impegnate (5 vuote), alle 16,35 una sola corsia impegnata e 7 libere. Questa lettera avrebbe potuto essere scritta a due, quattro o più mani perchè il mio disappunto era il medesimo degli altri genitori presenti».

Alessandro Bravaccini


Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’altra lettera di protesta:

«Come ben saprete quella che ameremmo definire la Città dello Sport sta vivendo un momento piuttosto turbolento tra le acque della sua Piscina Comunale. Sono la mamma di tre ragazze che fino a luglio 2016 hanno nuotato per sei giorni alla settimana nell’impianto comunale di Forlì con i colori del Gs Forlì nuoto e che ora, assieme ai loro compagni di squadra, non vi trovano più spazio. Nonostante sia sotto lo sguardo di tutti che l’impianto comunale è sotto utilizzato per le sue potenzialità, gli atleti del Gs Forlì Nuoto (società nata nel 1978) sono costretti ad allenamenti in utenza libera avendo a disposizione un numero di ore per allenamento agonistico inadeguato ai livelli di competizione a cui sono chiamati. Oggi le mie figlie non capiscono come sia possibile che i “protagonisti naturali” della candidatura di Forlì a Città Europea dello Sport 2018, gli atleti del Gs Forlì Nuoto, non facciano più parte del patrimonio umano da tenere in considerazione per trasformare questa candidatura in realtà. Non si rendono conto come fanno gli adulti a complicare e rovinare le cose a cui loro tengono molto andando contro a tutti i sani principi e valori che lo sport deve promuovere facendole sentire cittadini di serie B. Purtroppo questa situazione ancora irrisolta è una sconfitta per lo sport e per la città che ne vorrebbe essere la rappresentante. Sicuramente, noi non ci fermeremo a questo stato delle cose ed è per questo che ora sono qui a scrivere, perché ci sono persone che aspettano risposte e chiarezza e ci sono ragazzi e bambini che aspettano semplicemente di tornare a divertirsi».  

Maria Vittoria Ghirelli