Fanzinoteca

La Shoah raccontata attraverso testi, illustrazioni e fumetti per trasformarla in pagine di passione fanzinara. Andando oltre alle immancabili proposte ripetitive, dai concerti alle letture, dalle conferenza alle rappresentazioni teatrali e lasciando le cerimonie istituzionali a chi è investito, come ogni anno, propone al pubblico un’iniziativa di grande interesse sociale e culturale, ancor più che attuale. L’appuntamento per l’evento organizzato dalla Fanzinoteca d’Italia in via Curiel 51 a Forlì, per la “Giornata della Memoria“, è per venerdì 27 gennaio, col tentativo di comprendere e di raccontare la Shoah attraverso i contenuti realizzati dai fanzinari in momenti estranei alla ricorrenza ufficiale e, per questo motivo, più sentiti e partecipati. Si evidenzia questa ricorrenza con l’apertura della sede fanzinotecaria dalle ore 14,00 alle 18,00, un pomeriggio nel quale verrà presento al pubblico un interessante punto di vista sulla “Memoria” alternativa, in contrapposizione al “Silenzio” delle parole ufficializzate. Una memoria che ci riporta alla consapevolezza di fratture sociali, passate e presenti, che occorre sanare attraverso la memoria e il riconoscimento, per non sottrarsi alla responsabilità della comunità. E’ prevista la visione di pagine tratte da fanzine e realizzate sulla Shoah, prodotte dalle auto-edizioni fanzinare italiane, mettendo in mostra con esposizione consultabile le tante testate contenenti testi e immagini rivolte al tema, realizzate dagli stessi appassionati fanzinari.
Non è semplice trovare le parole e metterle al posto giusto per riuscire a trasmettere le emozioni, i sentimenti, lo sgomento profondo che si percepisce difronte a tale tragedia, eppure il desiderio di comunicazione e confronto dei vari fanzinari è stato in grado di mostrare il contributo che ogni persona può donare senza correre il rischio di banalità. Un’esperienza che permea tutta la società, un trauma indiretto, ma non per questo meno invadente, rivolto ai fatti che non si possono cancellare, né censurare o dimenticare. Con una precisa e forte consapevolezza di quel che è accaduto, i fanzinari lo propongono da un “altro” punto di vista, lontano dai riflettori e dalle luci del palcoscenico, un punto di vista che si osserva più vicino alle persone semplici perché proprio dalle persone semplici nasce. Le fanzine portano nuova linfa all’idea di diffondere e far vivere la memoria fra le generazioni, donando vigore e forza ai valori della nostra Costituzione, per una società giusta, contro ogni tipo di violenza, di sfruttamento, di razzismo e di emarginazione. Il 27 gennaio 1945 le truppe liberatrici abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti, svelando al mondo il più atroce orrore della storia dell’umanità: la Shoah. Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria, e istituita dall’ONU nel 2005, nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte. Quest’anno è il quattordicesimo appuntamento con il Giorno della Memoria, in tutta Italia vengono organizzati iniziative di memoria e riflessione. E’ in questo solco che l’obiettivo di questa iniziativa non si ferma all’onorare le vittime dell’Olocausto, si tratta piuttosto di un atto di riconoscimento, un apporto sociale spontaneo che gli appassionati hanno, in periodi meno pubblicizzati dai vari media, ritenuto adeguato far presente ai lettori della loro fanzine, evitando di trasformarsi in una mobilitazione collettiva per una semplice ricorrenza di facciata.
Cercare di comprendere come la ricerca di una memoria possa mirare a diventare non solo un ricordo periodico fine a se stesso. Grazie alle fanzine esposte e al loro contenuto, la sede fanzinotecaria evita, intenzionalmente, di propone il solito “omaggio collettivo” alle vittime ma, bensì, una presa di coscienza individuale, forte e marcata come solo i fanzinari sono in grado di concretizzare. L’attività è parte del contesto che si inserisce nell’ambito del calendario “Un Grande Vivere” 2017, grazie al quale tuti gli appassionati e i curiosi dell’auto-edizione potranno scoprire e conoscere la vastità dell’editoria fanzinara nazionale. La Fanzinoteca d’Italia, giunta al suo 7° anno di attività, si prodiga per donare ai giovani la conoscenza degli strumenti utili e adeguati per il confronto sulle proprie idee, nonché costruire nuove relazioni e creare rete, tramite l’opportunità di avviare un percorso accompagnato che li agevoli nelle varie fasi delle loro realizzazioni. Azioni specifiche di coinvolgimento e attivazione concreta del mondo giovanile alla vita civica e sociale. Filo conduttore della conoscenza “estroversa” e atipica, come quella fanzinara, nella ricerca e nel valore reale della libertà di comunicazione e confronto, utile per l’individuo e per l’intera comunità. La sede fanzinotecaria è un luogo per incontrarsi, pensare, progettare e riflettere sul ruolo che comunicazione e cultura hanno per la coesione sociale, lo sviluppo e la crescita civile delle società. Fanzinoteca d’Italia è sinonimo mondiale di cultura e innovazione, è valore assodato per la fruizione di un patrimonio unico e comune. La “Biblioteca delle fanzine” è disponibile con due le aperture pubbliche settimanali, nei pomeriggi di martedì e venerdì dalle 14,00 alle 18,00. Per conoscere dettagliatamente le iniziative e chiedere informazioni è disponibile il sito www.fanzinoteca.it o la e-mail fanzinoteca@fanzineitaliane.it.

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Esperto e attento ricercatore dei linguaggi giovanili, in particolare modo il linguaggio veicolato dalla produzione dell'editoria indipendente giovanile, con alle spalle studi di Tecnico Operatore Sociale è da oltre un decennio impegnato nella ricerca, studio e lavoro inerente alla produzione dell'editoria fanzinara nazionale. Filologo e storico delle fanzine italiane è autore di varie pubblicazioni e numerosi articoli, saggi, cronologie e bibliografie diffuse su periodici ufficiali ed amatoriali, riviste specializzate e webzine, un operato che testimonia il suo interesse per lo studio, la ricerca e la documentazione relativa all'universo, agli autori e alla produzione fanzinara. A questi prodotti amatoriali realizzati dal 1977 al 1997 ha dato alle stampe il primo, e finora unico, lavoro di catalogazione pubblicato in Italia. Coordinatore e organizzatore, nonché docente, di Workshop, Corsi, Seminari rivolti al mondo dell’editoria fanzinara italiana, svoltisi con successo in varie città, eventi che hanno sempre riscosso notevole interesse da parte dei partecipanti.