Milano-Palermo. Mostre, Zamenhof e l’esperanto, la lingua per tutti

0

Circa 40.000 anni fa comparve in Europa una nuova specie di Homo sapiens, l’uomo di Cro-Magnon. Egli deve il suo nome a una grotta in Francia, dove alcuni studiosi trovarono alcuni scheletri di questa specie. Gli uomini di Cro-Magnon sono stati i primi artisti della storia: nella caverne sono state ritrovate intere pareti dipinte o incise. Prende così forma il linguaggio, la capacità, peculiare degli esseri umani, di comunicare pensieri, esprimere sentimenti, informare altri esseri sulla propria realtà interiore o sulla realtà esterna, e di distinguere rapporti secondo convenzioni implicite, varie nel tempo e nello spazio, per mezzo di un sistema di segni vocali o grafici. Poi si crearono differenze linguistiche che col tempo divennero un muro, causa di divisioni e di incomprensioni.

Il massone Ludwik Lejzer Zamenhof, ebreo polacco, nel 1887 lancia l’Esperanto, lingua artificiale diffusasi nel mondo come strumento neutrale di comunicazione tra persone di diverse cultura. L’idea di Zamenhof è di non abolire le diversità linguistiche o tagliare lingue minoritarie ma trovare invece ulteriori strumenti di comunicazione e di conoscenza reciproca tra uomini diversi, custodendo diversità che sono ricchezza umana.

Dall’idea del critico dell’arte Paolo Battaglia La terra Borgese, l’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia, l’Istituto Polacco al Ministero degli Affari Esteri, la Federazione Esperantista Italiana, la Città Metropolitana di Palermo, il Comune di Palermo, il Comune di Castronovo di Sicilia, la Guardia Marina Nazionale ed il Liceo Linguistico Statale “Ninni Cassarà”, saranno tutti insieme il 15 dicembre, giornata mondiale della letteratura esperantista, per avviare “Zamenhof“, la mostra pittorica dei dipendenti della Città Metropolitana di Palermo.

L’Esperanto, tra opere d’arte, dibattiti e conferenze, diventa convegno e soggetto assoluto al Palazzo Jung di Via Lincoln, 73 a Palermo con i pittori Patrizia Piazza, Gaspare Graziano e Sergio Potenzano. Il Palazzo fu residenza della famiglia Jung, tre fratelli ebrei giunti da Milano agli inizi del diciannovesimo secolo.
Tra i relatori oltre al critico, il sindaco e l’assessore alla cultura di Castronovo di Sicilia, rispettivamente Francesco Onorato e Calogero Colletto. Da Milano giungerà la presidente della Federazione Esperantista Italiana Michela Lipari. 

A guidare le visite alla mostra saranno gli studenti del liceo linguistico statale “Ninni Cassarà”, appositamente preparati con due ore di lezione tenute oggi a Liceo da Paolo Battaglia La terra Borgese. Vernissage giovedì 15 dicembre, alle ore 17,00, al Palazzo Jung di Via Lincoln, 73 a Palermo. Apertura al pubblico fino al 22 dicembre: dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00; sabato dalle 10,00 alle 12,30.

CONDIVIDI
Articolo precedenteL'Unieuro Basket acquista Davide Reati
Articolo successivoLa potature dei lecci in viale Risorgimento
Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte italiano. Cura, per conto di pittori e scultori, quotazioni ufficiali, critiche d’arte, pubblicazioni, libri, bibliografie, mostre in enti pubblici e privati, l’acquisizione di opere d’arte nel patrimonio artistico di Enti Pubblici, comunicazioni stampa. Crea interviste agli artisti con giornalisti anche televisivi, manifestazioni, intermediazioni culturali tra Enti Pubblici e Artisti. Ha fondato nel 2011 il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza orientata ad insignire annualmente Capi di Stato e di Governo, vertici delle Istituzioni Civili e Militari, Artisti, Letterati e Scienziati di chiara fama, eccellenti operatori commerciali ed economici, alti prelati e comuni cittadini che, spesso nell’ombra, si sono impegnati nel volontariato in difesa dei diritti umani, della legalità e della pace, testimoniando così la continua elevazione dell’Umanità attraverso l’operosità e la cultura. La natura del Premio Arte Pentafoglio e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. È dotato dell'immagine del Myosotis, fiore a cinque petali conosciuto come “Non ti scordar di me”. Si fregia della Bandiera Italiana.