I Quat Taulin

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I Quat Taulin (in piemontese “I 4 tavolini”)
Indirizzo: via Piave, 5 – Saluzzo (CN)
Recapiti tel. 0175 – 44491
Giorno di chiusura: domenica sera.
Orario di esercizio: pranzo e cena.
Chiusura per ferie: dicembre.
Si può prenotare e accettano tutte le Carte di Credito.
Locale climatizzato senza sale all’aperto.
Parcheggio: antistante.

Come arrivare/itinerario consigliato: lo trovi in pieno centro di Saluzzo.

Per caso capitiamo in questo locale grazie ad un cliente di Saluzzo cittadina in una realtà piemontese a fortissima vocazione sui frutteti e di alto livello: evidenzio un mini-kiwy golosissimo e carissimo, si mangia tutto di questo mini-frutto, buccia intera compresa e non c’è scarto.

Dal 2013 troviamo questa Trattoria, nata sulle ceneri di una precedente tavola calda, non molto fortunata, qui invece la fortuna va a braccetto con loro. La madre, Lucia, è la colonna portante della Trattoria. In sala, oltre a Lucia troviamo cameriera professionale e, in cucina, come chef titolato, il figlio; insomma molti si adoperano al meglio, un entourage che ho giudicato all’altezza.

Il mercoledì, e solo a pranzo, troverai il bollito, un’autentica chicca locale, culto piemontese e vera disciplina dato che nella vicina Carrù, paesino passato alla ribalta per la gastronomia piemontese, troviamo una vera “scuola” (ricordiamo la nostra scuola emiliana, non ultima sui bolliti, penso a 30 anni fa al mitico Tassi a Bondeno).

Siamo in alto Piemonte, su una comunity locale dove tutto verte sul cibo del posto: te ne accorgi entrando nel locale (nome in dialetto), sfogliando il menù del giorno, sempre in dialetto.

A parte il Bollito Misto (che, ahimè, non abbiamo potuto provare, ci dicono essere al top), al lunedì abbiamo il “Minestrone di Trippe” (minestrone di verdure più trippe varie) un’altra golosità piemontese, sempre molto locale; eppoi golosissimi Gnocchi al formaggio che definiremo come il piatto clou del locale (vedrai che scelta di formaggi!), Tagliolini al ragù di coniglio (voto 9); dolci della casa, squisiti; infine la “Finanziera” un tipico piatto fortemente piemontese composto da frattaglie di vitello con verdure (l’abbiamo assaggiato e non ci ha sconvolto diamo un 6). Trovi anche l’asino un piatto molto sentito in Piemonte, la “Bagna Cauda” non potrà mai mancare, ovviamente. Regno dell’aglio! Sui Dolci continuano col classico Bounèt, un budino alla piemontese al gianduja ed amaretto (ottimo); una panna cotta da primato (voto 10) ; il “Martin Sèc” che sarebbe una piccola pera cotta nel Dolcetto (ottimo vino rosso, sulle pere cotte al forno col vino, ricordo a Treviso “Bepi dal Spin”!) e che abbiamo degustato strabiliando (10 e lode); Semifreddo al Kiwi.

La curiosità: “La Finanziera”. Abbiamo assaggiato la nota specialità piemontese. Un piatto nato nel Monferrato (zona: astigiano) verso la fine del 1500, battezzato come un piatto povero, difatti, da residui di galletti, scarti vari, frattaglie ed altre “cose di scarto molto povere” (by pollame e bovini) nel 1800 questa ricetta viene rivalutata e cresce di rango diventando elitaria: è da qui che deriva il nome di “Finanziera” ricordando la veste da cerimonia indossata dalla alta finanza piemontese! Abbiamo questa metamorfosi di un piatto povero che diventa elitario (successo anche con altre prelibatezze), ed ancora oggi lo è! La ricetta prevede una mèlange di animelle, creste di gallo, fegatini di pollo, cervella e filoni di vitello, funghi freschi, cetrioli e vari sottaceti; Un piatto per nulla leggero né dietetico! Buon pranzo.

Dimensione del locale: Una monosala ben arredata, pulita, ordinata, calda ed accogliente: circa una cinquantina i coperti.

Arredamento e tavola: buon livello.
Servizi igienici: ottimo.
La Cucina e l’area operativa: di media dimensione, ben attrezzata, pulita, in ordine.
Eventuali note sulla cucina: Piemontese 100%.

Target del locale $$$: Medio.

Chef: Danilo Giordanino.

Descrizione Menù:
– Antipasti: Selezione ampissima di formaggi da menzione speciale: ottimi per ogni uso, specie chiusura pasto. Citiamo: “Stagionato sotto orzo e malto”; “Testùn” con vinacce Nebbiolo e Barolo; Caprimi all’uvetta; Blu di Pecora che mi farà ricordare il suo cugino francese “Bleu d’Auvergne” (voto 10 e lode).
Acciughe in salsa verde, da primato (Piemonte e dici acciuga!) salsettta verde, quasi “nera”, buonissima (10 e lode); Flan (vellutata) di Porri in salsa di acciughe (voto 9);
– Primi piatti: Gnocchi ai 4 formaggi (Voto: 10); Tabarin al sugù d Cunì (Tagliolini al ragù di coniglio) (vorto 8+); Agnolotti (ravioli) al ragù di arrosto;
– Secondi piatti: Trippa in umido (buonissima); Costine d’agnello; Scaloppine; Maialino al vino in forno (delizia);
– Contorni: Cardi con acciughe (Voto 9, sui cardi si noti la zona e i famigerati Cardi di Cervere, da cui sagra);
– dolci: Molti i dolci tutti di buon livello.
– La Cantina/Carta dei Vini. Ottimi vini rossi, importanti, come il Barolo (da 100 euro a bottiglia).
– E la carta, dell’Acqua! Ottima acqua minerale in bottiglia.
– Olio, sale, pepe: standard.
– Nel cestino: pane servito sfuso in tavola: pane comune, integrale, alle noci e gli immancabili grissini fatti a mano (voto 9).

– Note sul menù/Piatti consigliati: Gnocchi a 4 formaggi. Antipasti. Formaggi. Dolci.

Miniere gastronomiche: Formaggi piemontesi; Antipasti piemontesi; Trippa.

Verdetto finale
Location (esterno):9; Ambiente (Locale): 8; Servizio: 8; Menù:8-10; Conto: 9. 
Effettua il Pranzo lavoro.

“Sulla Porta”: il locale vanta queste “Placche”, queste Guide:
– 4live.it
– “Via Emilia Ristoranti e contorni” www.viaemiliaristoranti.it
– TripAdvisor, vincitore.
“Puoi anche provare questi altri Ristoranti”: (vedi recensioni/segnalazioni, se presenti):
– Cervere (CN): Ristorante Primi Dolci (recensito, ottimo. Si veda la nota Sagra del Porro in Cervere – CN)
– Cosa c’è da vedere: Vecchia Pastiglia; il Duomo; Saluzzo Vecchia; ex Casema Alpini.
– In definitiva: indispensabile per lavoro a pranzo; ottimo per cena.
Distanze chilometriche: da FO 450.