Forlì vecchia

Venerdì 18 novembre, alle ore 17,30 all’Hotel Globus di via Traiano Imperatore 4 a Forlì, in occasione della celebrazione del 70° del Collegio Provinciale Geometrie Geometri Laureati di Forlì Cesena verrà pubblicato il volume di Marino Mambelli dal titolo “Dietro la Facciata, Forlì raccontata dai suoi palazzi“. Editrice Grafikamente di Forlì.
Sedici capitoli che racchiudono altrettante storie per una città che i forlivesi cominciano sempre più ad indagare e, piacevolmente, a conoscere. Il vecchio palazzo delle poste in via Allegretti: sconosciuto. La caserma delle “camicie nere”: mai realizzata. La stazione ferroviaria e la visita del re. E tante altre vicende che racchiudono casi umani ed esigenze politiche, alcune totalmente sconosciute, altre indagate ed approfondite. Un modo diverso quindi di conoscere, attraverso le costruzioni (non per forza storiche o monumentali), le vicende di una Forlì che pensa, evolve e poi dimentica.

Coordina la presentazione Gabriele Zelli, sindaco di Dovadola. Interverranno Francesca Gardini assessore alla pianificazione territoriale e urbanistica del Comune di Forlì, Elisa Giovannetti assessore alla cultura e pari opportunità e conciliazione del Comune di Forlì, Mirella Ravaglia presidente del Collegio Provinciale geometri e geometri laureati di Forlì-Cesena e l’autore Marino Mambelli. Ai presenti sarà consegnata copia omaggio del libro.

Dalla prefazione: «Questo volume, pur concedendosi un titolo emblematico, nella sua evidente parzialità non parla strettamente di architettura, di edilizia o di urbanistica, ma delle idee degli uomini, che esse siano geniali o semplicemente idee. Parla degli avvenimenti che si sono svolti dietro le persiane di un umile alloggio, della tragedia civile che ha attraversato le demolizioni della guerra, delle emozioni che stimola la rievocazione di un nome. E quanti personaggi illustri… Non c’è scampo, ognuno di loro ha almeno un edificio di riferimento. Guardiamo le costruzioni, commentiamo il loro aspetto e raccontiamo alcuni episodi che stanno dietro la facciata. Confrontiamo il presente con il passato. E se possibile con quello ancora più antico: prima della ristrutturazione, prima dei restauri. Prima della ricostruzione. È un gioco appassionante che, per piacere o curiosità, attira nella rete anche i non addetti ai lavori.

Il disegno del territorio ha un valore culturale enorme perché creato dalle esigenze dell’uomo e della donna. Dalle necessità della famiglia, dai bisogni dei governi. Ma il suo segno evolve in fretta e noi in fretta dimentichiamo. Sempre più spesso sentiamo la necessità di fermarci per ricomporre le idee e ricordare la nostra storia, il nostro territorio, il nostro percorso. Sempre più spesso i forlivesi si fermano per conoscere e per conoscersi: stanno lavorando per diventare viaggiatori esperti nella propria città».