elezioni

«Il Sindaco di Forlì, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e che sta guidando un’Amministrazione nel caos, si sarebbe dovuto, come minimo, astenere dal partecipare alla campagna elettorale referendaria. La partecipazione di Davide Drei, infatti, non è a titolo personale, come cittadino o esponente di un partito, ma partecipa e fa propaganda in quanto Sindaco. E’ come se il Comune inserisse dei cartelloni pubblicitari in più, a spese dei cittadini, per far propaganda per il Sì. In sostanza, è usare un’istituzione di tutti per fini personali. Il comportamento di Davide Drei, del nostro Sindaco, di tutti, oltraggia le istituzioni, le piega ad un interesse di parte, privato, che le delegittima e che rende l’idea del tipo di democrazia che hanno in mente gli esponenti del Sì. Anche se sono in evidente difficoltà, non avremmo mai pensato che sarebbero arrivati a tanto, che per guadagnare qualche voto, avrebbero compromesso le istituzioni e si fossero dimenticati dei problemi dei cittadini. Perché, ancora non sappiamo come Davide Drei trovi il tempo per fare il Presidente della Provincia, il Sindaco di Forlì, il Presidente dell’Unione dei Comuni, stare nel Comitato di Presidenza dell’AUSL unica e dedicarsi anche alla propaganda referendaria, ma forse la risposta è molto semplice, non fa bene nessun incarico, come del resto è sotto gli occhi di tutti, e prova a spostare l’attenzione del suo fallimento dando la colpa alla Costituzione. Ma dal 5 dicembre, Renzi e suoi seguaci dovranno rendere conto anche di questi comportamenti, indegni per un Sindaco».

Nicola Candido segretario Rifondazione Comunista di Forlì