motorizzazione civile

I 34 dipendenti della sede di Forlì insorgono: no alla chiusura della Motorizzazione civile. La scure della “spending review”, la famosa revisione dei conti dello Stato, si abbatte sugli uffici motoristici della sede forlivese lasciando così i cittadini, orfani di un essenziale servizio pubblico. I sindacati – F.P CGIL ed F.P CISL – congiuntamente al personale della Provincia di Forlì-Cesena rinnovano, mediante comunicato stampa, lo stato di agitazione: il previsto spostamento della attuale sede, sita in via Golfarelli, a Pievesestina comporterebbe un grave danno economico a tutta l’utenza dequalificando inoltre il territorio di Forlì perdendo in sostanza un servizio di prossimità creato proprio per rendere più semplice l’approccio dei cittadini ai servizi pubblici. […] FP CGIL CISL FP e tutto il personale dicono NO a questa presunta riorganizzazione che avrà solo ricadute negative, sia su chi vi lavora che sui cittadini, creando così un alibi a chi dice e professa che la Pubblica Amministrazione non offre buoni servizi. Secondo quanto esplicitato dal documento ministeriale datato 2012, da quattro anni a questa parte si sta valutando […] la possibilità di effettuare un accorpamento al contrario, ovvero dall’Ufficio della Motorizzazione di Forlì, immobile FIP (Fondo Immobiliare Privato) all’Ufficio sussidiario di Cesena, sede demaniale. Partendo dal presupposto che il Ministero intenda “tagliare gli sprechi”, le ragioni di quest’ultima dichiarazione sono presto dette: la sede di Forlì venne venduta circa 10 anni fa vincolando la stessa Pubblica Amministrazione a correre ai ripari. Da allora sugli uffici motoristici forlivesi grava un affitto pari a 146 mila euro annui (910 mq, 34 dipendenti) contrariamente a quanto avviene nella vicina Cesena, dove la proprietà demaniale riduce il tutto allo zero costi (1102 mq di ufficio, 16.510 mq di spazio aperto, 9 dipendenti). Non per mero campanilismo ma seppur non appare possibile replicare il rapporto costi/mq delle due sedi, la Motorizzazione civile del vecchio capoluogo si occupa di esami per le patenti, revisioni e sicurezza dei veicoli per trasporti nazionali ed internazionali con un totale di 4500 accessi annui tra sportello ed ufficio tecnico; degli oneri che non solo andrebbero a pesare su Cesena ritardando i collaudi con un conseguente danno alle aziende – come ben afferma il responsabile di FITA-CNA Lorenzo Corallini lo scorso 17 marzo – ma soprattutto sui cittadini (ed indirettamente su tutto il territorio provinciale) costretti nel fare la spola tra Forlì, ove hanno sede tutti gli uffici statali (Prefettura in primis), e Cesena qualora fosse la destinazione della nuova sede decentrata. Altro che estinguere gli sprechi, qui si incrementano i costi sulla Comunità! Allora mettiamo da parte i colori, le divisioni politiche, le discussioni private e concentriamoci sul difendere sia i lavoratori, sia un servizio essenziale per tutti i cittadini del comprensorio.

Cristian D’Aiello