Recensione sulla mostra “Il Modernismo Slovacco la Patria e il Mondo”

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La mostra è esposta ai Musei San Domenico di Forlì, ed è visitabile dal 16 settembre al 15 novembre. I quadri esposti appartengono alla collezione privata di una coppia amante dell’arte: Iveta e Igor Ledecky’. Per la prima volta queste opere vengono esposte all’estero. La piccola mostra ci offre lo sguardo a dipinti realizzati da vari pittori tra il 19° e il 20° secolo. Questi capolavori ci parlano anche e soprattutto di diversità. Diversità rispetto alle correnti artistiche, culturali, pittoriche che al tempo stavano caratterizzando il mondo occidentale (vedi impressionismo, individualismo, civiltà industrializzata…).
Questi dipinti ci mostrano una civiltà prevalentemente agraria, uomini che lavorano insieme alla ricerca di una forma di espressione comune e di gruppo per potere guardare avanti. La diversità si scopre anche guardando nelle opere la natura: non ci sono esplosioni di colori particolari, ma colori cupi, seri, nebbiosi; l’elemento acqua era molto presente ma quasi tutto il nostro piccolo gruppo, osservando, ha provato la sensazione di un imminente futuro disastro. “L’acqua del lago ha dei colori… strani: c’è il blu, c’è il grigio e poi c’è un punto dove è marrone come la montagna… Per me quella montagna è un vulcano!”. “In alto il cielo è pieno dei colori del cielo quando è sera… c’è il grigio…”.
Noi visitatori tutti ci siamo confrontati con le nostre emozioni diverse e divergenti rispetto a ciò che il luogo comune impone: la bellezza dell’opera, che ci ha procurato emozioni di nostalgia, di “mettersi nei panni del Pittore” e la scoperta della sua cupezza, della sua preoccupazione, dei suoi “mostri”. Ci si è soffermati molto sulla esposizione dei quadri che volevano “raccontare” della guerra. Quei significati li abbiamo compresi benissimo. I ricordi, il rosso del sangue, i caduti in guerra sono rappresentati come mostri che stanno nella mente del Pittore, che li libera con il suo pennello. Ci ha colpito molto l’immagine di una Madonna con Gesù in braccio. I colori sono freddi, sfuocati, quasi inesistenti, ma creano una forte emozione proprio per questo. La fronte della Madonna e quella del Bambino sono talmente corrugate da nascondere gli occhi. Guardando questo quadro abbiamo capito il senso di devastazione e di tristezza ed i segni che la guerra lascia sugli uomini, dentro i loro cuori e dentro i loro pensieri. 

Anna, Tiziana, Ida, Annacarla, Donatella, Gianni, Loretta S., Franchina, Elsa

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