Oggi al palazzo comunale si dovevano riunire in seduta congiunta e segreta, i consiglieri comunali delle forze di maggioranza e minoranza per affrontare un tema delicato inerente un procedimento disciplinare emanato dal Comune di Forlì nei confronti di un proprio funzionario. Dopo aver atteso inutilmente oltre 30 minuti l’orario di convocazione, il Presidente dopo aver effettuato l’appello ha constatato l’ammutinamento di massa dei sette consiglieri del partito democratico, i quali irresponsabilmente non hanno voluto affrontare l’argomento. Gesto irresponsabile che denota un certo nervosismo tra i banchi dei democratici” afferma Daniele Mezzacapo (Lega), “un atteggiamento che mette in risalto le debolezze del partito democratico, sia sotto il profilo comportamentale, istituzionale e politico, così il Pd non va da nessuna parte” conclude Lauro Biondi (Forza Italia).

I consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante Wok Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati tre differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso. “Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti” dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Beninied era nostra intenzione sentire su questa vicenda il direttore generale Vittorio Severi ed il dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”. “Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi“, concludono Vergini e Benini.