Polizia Postale

Si trattava di una vera e propria organizzazione, con affiliati e capi, quella che produceva e scambiava materiale pedopornografico scoperta dalla Polizia postale di Forlì-Cesena. I 7 arrestati di questa mattina facevano parte di una comunità pedofila internazionale che operava attraverso le darknet, l’Internet sommerso utilizzato dalle comunità virtuali. Tra gli arrestati un commerciante responsabile di abusi sessuali nei confronti di tre bambini tra i 4 e gli 8 anni, divenuto produttore e conseguentemente entrato nei vertici decisionali della comunità virtuale; un impiegato, divenuto produttore attraverso numerose pratiche di adescamento di minori online, ed inquadrato tra i Vip per l’ingente apporto di materiale; un grafico, un imprenditore, un disoccupato, un impiegato e un militare statunitense quarantenne, tutti affiliati a pieno titolo al gruppo, da lungo tempo.
Gli specialisti della Polizia postale hanno infatti scoperto che, per far parte della comunità, gli aderenti dovevano seguire regole rigide e ben dettagliate, sottostare a procedure di affiliazione e fornire ogni mese sempre nuovo materiale, altrimenti si incorreva in sanzioni che prevedevano anche l’espulsione per i trasgressori. Gli affiliati erano controllati da informatori e ‘sentinelle’. Era inoltre molto ambita la scalata ai vertici dell’organizzazione, strutturata in livelli gerarchici, per conquistare posizioni di spicco che davano la possibilità di partecipare e organizzare gli abusi di piccole vittime. Impressionante anche il volume delle comunicazioni telematiche intercorse all’interno dell’ampia comunità, che nell’arco degli ultimi 3 anni ha registrato la partecipazione, sia pur a vario titolo, di circa 45mila affiliati provenienti dai 5 continenti: circa 420 mila i post organizzati in oltre 100 mila discussioni di tematiche pedofile, per un totale di 400 mila link utili al reperimento del materiale illegale.
La collaborazione con altri organismi internazionali di Polizia e la continua esplorazione in sottocopertura della comunità virtuale, ha consentito agli specialisti della Polizia postale di fornire riscontri sulla struttura associativa del gruppo che, per la prima volta nel nostro Paese, è stato riconosciuto come associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla commissione dei reati di abuso sessuale, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Numerose sono state le tracce fornite dagli investigatori italiani ad Europol per l’identificazione di alcune decine di minori vittime di abuso sessuale e di adescamento.