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Andrea Giannotti per "Il Sole 24 Ore"
Elaborazione dati a cura di Andrea Giannotti per “Il Sole 24 Ore”

Nel consueto report annuale de Il Sole 24 Ore sui reati denunciati in Italia, la provincia di Forlì-Cesena si attesta al 22° posto davanti a Ferrara e Piacenza, dietro Rimini (capolista con 7791 reati ogni 100mila abitanti), Bologna (7240), Ravenna (5936), Reggio Emilia (4932), Modena (4896), Parma (4833), confermando de facto il primo posto in classifica dell’Emilia-Romagna (5667, -2.57%) tra le 20 regioni del Bel Paese. Nel corso dell’anno 2015, i reati denunciati all’autorità giudiziaria sono stati 4715 ogni 100mila abitanti con un incremento complessivo del +1.41% rispetto all’anno precedente, il 2014. Andando nel dettaglio di ogni singola attività criminale, è possibile quantificare le denunce sporte nella nostra provincia: i dati più corposi vedono al primo posto i furti in abitazione (719); al secondo – quasi a pari merito – sia i furti in esercizi commerciali (259,2) sia le truffe e frodi informatiche (248,1); al terzo, i furti con destrezza (214,9); al quarto, i furti di autovetture (40,3). Analiticamente meno rilevati ma non meno importanti, ad occupare la parte inferiore della classifica: estorsioni (18); furti con strappo (10,4); riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (0.5).

Il malcontento non è quindi né fantasia (le nostre città non sono angoli di paradiso come spesso vengono descritte nei consessi cittadini) né un difetto antropologico del forlivese o del cesenate medio (sapete solo lamentarvi cit.) ma una tendenza, una tendenza in continua progressione (nel 2014 la provincia occupava il 26° posto, nel 2015 il 22°). Questi numeri, in sostanza, rilevano invece un tangibile stato d’insicurezza dei cittadini indifferentemente dalla loro collocazione (nei centri storici e nelle periferie) che non deve – e non può – essere sottovalutato dai nostri amministratori fin troppo distratti nel guardare il proprio orticello.

Cristian D’Aiello