Marco Catapano

Marco Catapano è un giovanissimo compositore, non ancora ventenne, cresciuto nella campagna forlivese, appassionato di musica, letteratura, natura ed altro ancora. Ha conseguito di recente la maturità classica con brillanti risultati, ama le letture e ascoltare musica, ma soprattutto ama comporre musica. La sua esperienza di Dj, realizzata negli ultimi due anni presso le discoteche della riviera romagnola, hanno di certo avvantaggiato la sua vena creativa che è contraddistinta da una certa originalità ed intensità, sia emotiva che sonora. La sua recente pubblicazione è ascoltabile su Soundcloud e si intitola “ Lòrien” di Marco Catapano/Far away, dove quest’ultimo è il suo nome in qualità di Dj. Nell’ascoltare il brano si avverte immediatamente un percorso evolutivo che esce dalla consolle e che porta ancora più lontano. Nell’ascoltare Marco Catapano che propone il suo ricco e vasto mondo, animato di suoni, musicalità e morbida corposità si percepiscono suggestioni emotive e sonore che rievocano mondi lontani e al tempo stesso vicini, in quanto interiori e condivisibili nella medesima collocazione di profonda interiorità che è collocata in ciascuno di noi.
Introspezione sonora ed emozionale non chiusa e rivolta in se stessa, ma al contrario aperta e affacciata su mondi lontani, dai sapori e dagli spazi infiniti.

La formazione musicale di Marco, si è generata e sviluppata molto presto, stimolata dalla passione trasmessagli dal padre, poi si sono succedute le esperienze presso le discoteche nel ruolo di Dj, dopo di che è subentrata in lui un’ulteriore passione per la musica come mezzo di esplorazione e riflessione su mondi e spazi illimitati, raccontati attraverso combinazioni sonore intense ed originali. Le sue composizioni musicali fanno pensare alle colonne sonore dei film e infatti, circa due anni fa, è stata proprio la colonna sonora del film “Drive”, un noir drammatico per la regia di Nicolas Winding Refn, ad ispirare e motivare le sue future composizioni musicali. Il risultato dell’impegno creativo di Marco consiste nel generare una musica colta, corposa e impegnativa, con una ricerca del suono molto sofisticata e raffinata.

Ora io raggiungo Marco per farmi raccontare da lui stesso la sua musica.

Come definiresti il genere musicale da te realizzato?

«Diciamo che non è facile inquadrare in un preciso genere i miei brani. Ciò che cerco è cogliere suggestioni e catturare impressioni e stati d’animo».

Inevitabile poi è chiederti quali siano i musicisti e gli autori che hanno influenzato il tuo background musicale.

«La mia più grande fonte d’ispirazione è stato ed è tuttora Brian Eno. Lui è per me la definizione di artista: un continuo sperimentatore e innovatore del tutto disinteressato a una svolta ‘commerciale’. I suoi lavori ambient come ‘Ambient 1 – Music For Airports’ o ‘Apollo – Atmospheres and Soundtracks’ mi hanno musicalmente sconvolto (ovviamente in senso positivo). Altri miei fondamentali punti di riferimento sono: Pink Floyd, Velvet Underground, Tangerine Dream, King Crimson, Cliff Martinez, Apparat, Godspeed You Black Emperor, Erik Satie, Nils Frahm, David Sylvian, Biosphere, Eden Ahbez, Trentemoller e molti altri ancora».

Dimmi che cosa è per te la musica e quale è quell’alchimia per cui il suono riesce ad inventare più della parola.

«Il grande potere della musica è proprio quello di sapersi addentrare nelle più remote regioni della nostra anima, scoprendo bellezze, ansie, grandezze, suggestioni e malinconiche impressioni che altresì resterebbero celate nel nostro subconscio».

Il film “Drive” ha segnato una svolta nel tuo percorso creativo, vuoi dirci perchè?

«La colonna sonora di Drive è il grande capolavoro di Cliff Martinez. Il film in sé è meraviglioso ma Cliff con le sue musiche riesce a dare una potenza alle immagini davvero fuori dal comune. Brani come ‘He had a good time’ e ‘I Drive’ sono immortali, gemme di rara bellezza. Queste dolci e minimali composizioni, che nella loro semplicità comunicano più di mille parole, rappresentano il mio intento in musica: catturare emozioni e condividerle esternandole. Drive inoltre fu tra il 2011 e il 2012 un grande trampolino di lancio per l’affermarsi del ’New Retro Wave’: un genere nato in tempi recenti che si propone, nelle figure di musicisti e band come College, Electric Youth e Kavinsky, di recuperare sonorità synth pop anni ’80 in una veste più ‘electro’».

Una bella colonna sonora, da 1 a 10, quanto aiuta, secondo te, a fare di un film, un bel film?

«Da cultore delle colonne sonore sono un po’ di parte, diciamo che ovviamente non possono trasformare un brutto film in un bel film, ma tuttavia cambiano notevolmente il risultato finale sullo spettatore, il che mi fa optare per un ‘8’».

Quali sono, secondo te, le difficoltà che può incontrare oggi un giovane che voglia fare musica?

«Un’arma a doppio taglio può essere rappresentata da internet. Da un lato questo apre moltissime porte (basti pensare che chiunque può inviare un suo brano a qualsiasi casa discografica di tutto il mondo), ma d’altra parte ha portato a un continuo fluire di brani anche molto scadenti che purtroppo tolgono visibilità a chi merita».

La tua musica ti ha anche portato a Londra, ci vuoi dire perchè?

«Diciamo che ho inviato un brano del mio album di debutto a un produttore londinese piuttosto valido che è rimasto molto colpito e ha così deciso di farne un remix suo».

Quali sono, secondo te oggi, le caratteristiche per distinguersi nel vasto e affollato panorama musicale?

«Oggi, come in passato, la singolarità e il non adattarsi a dei canoni, cercando sempre soluzioni innovative».

Che cosa hanno in comune, secondo te, un bel paesaggio naturale in mezzo al verde della natura, silenzioso e appartato, con una sala da discoteca gremita di folla, dal momento che tu prediligi entrambi i luoghi?

«Potremmo vederli entrambi come ‘luoghi di evasione’. Tutti e due questi scenari ci permettono una fuga dalla quotidianità e una sala di discoteca, se di alto livello, può essere un luogo di grande intimità e comunione con la musica».

I tuoi prossimi progetti riguardano la musica oppure ne custodisci altri nei tuoi cassetti privati?

«Diciamo che proprio in questi giorni sto pianificando i miei futuri progetti».

Nietzsche sosteneva che senza la musica la vita sarebbe un errore, tu cosa ne pensi al riguardo?

«La musica è la colonna sonora della nostra vita…di momenti belli e brutti, di gioie e dolori, è con noi quando danziamo e gioiamo così come nei più neri dei giorni. Vorrei dunque lasciarvi con un celebre aforisma di Platone che riassume quanto mai efficacemente la grandezza di quest’arte: “La musica è una legge morale. Essa dà un’ anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza e la vita a tutte le cose».

Rosetta Savelli

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.