L’enigma salato

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Non è la prima volta che le aree adiacenti la Salina di Cervia mostrano situazioni di criticità ambientale e quindi minanti questa storica attività intrapresa dagli Etruschi che oggi regala al territorio romagnolo un prodotto d’eccellenza rinomato in tutta Europa. All’utilizzo di diserbante nelle aree agricole intensive circostanti documentato qualche mese fa da un video intitolato “Sale Dolce Diserbo Amaro”, si aggiunge oggi un ulteriore criticità ambientale che pone una questione enigmatica. Vediamo allora nel dettaglio la situazione inspiegabile attraverso dati e documenti descrivendo innanzitutto come funziona la Salina di Cervia:
Dal canale immissario, che si trova al centro di Milano Marittima all’altezza della prima traversa, entra l’acqua di mare, tramite un sistema di chiuse e di porte vinciane. Mentre dal canale che corre lungo l’asta del porto canale, accanto ai Magazzeni del Sale, dove un tempo veniva stoccato il sale, escono le acque della salina. Di passaggio in passaggio l’acqua di mare viene fatta defluire, e, grazie all’azione del vento e del sole evapora formando così il sale. Quindi nel periodo di “riempimento” dal mare, le acque del Canalino di Milano Marittima scorrono in direzione entroterra, al termine di tale operazione, serrando le chiuse d’entrata in salina, e quindi per gran parte dell’anno, detto canale torna a far defluire le acque piovane in mare.
Però i controlli microbiologici delle acque di balneazione effettuati quest’estate hanno evidenziato ai lati della foce del suddetto canalino, due sforamenti i limiti di legge. Questo pericolo igienico sanitario ha quindi causato la chiusura temporanea della balneazione. Oltre i limiti sia gli Eschierica coli che gli Enterococchi intestinali, che ricordo sono i parametri scelti dal legislatore perché indicano chiaramente l’inquinamento fognario, attenzione però, perché fogna nera significa “tutto”.
Questo fatto documentale dimostra che in quel canale, quando l’acqua scendeva in mare, sono avvenuti immissioni inquinanti che le analisi di Arpa hanno rilevato. Sia che si tratti di scarichi abusivi o “istituzionali”, cioè sforatori fognari che si aprono in caso di piogge, tali immissioni inquinanti non sono logicamente controllabili. Gli scaricatori di piena infatti, sono manufatti costruiti solo nelle fognature a sistema misto, quando la fogna fiancheggia il mare, un fiume o un altro recipiente capace. Nel periodo secco, la acque nere vengono convogliate normalmente all’impianto di depurazione, mentre in caso di piogge, le acque miste che superano la soglia sfiorante dello scaricatore, vengono scaricate direttamente nel corpo ricettore. Ciò vuol dire che se erano aperti con l’acqua del canale immissario delle saline che scendeva a mare, potrebbero avvenire lo stesso anche quando, per giorni, il corso dell’acqua è opposto, quando cioè dal mare l’acqua entra nella salina. Quindi i risultati fuori norma delle acque di balneazione ai lati della foce dell’immissario delle Saline di Cervia dimostrano la presenza di inquinanti fognari che a corrente inversa, quando cioè si “riempie” la salina, entrerebbero in quel bacino indisturbati. Ma dove sono e che portata hanno ad oggi è in parte un mistero.
È comunque una fortuna che il canale immissario della salina sia quello di Milano Marittima e non l’asta del porto che svolge invece la funzione di emissario e quindi di deflusso delle acque perché lì, gli scarichi presenti, causano sforamenti microbiologici rilevanti e conseguenti chiusure temporanee della balneazione. Non è un caso poi che “al porto”, le date degli sforamenti siano le stesse del canale immissario, a dimostrazione della presenza di scaricatori di piena che si aprono a pressione con le piogge onde evitare l’Overflow al depuratore. Il 13/06/2016 lo specchio d’acqua denominato 50 m S Porto Marina di Cervia ha fatto registrare uno sforamento per gli Eschierica coli di 5475 (MPN/100ml) su un limite di legge di 500 MPN/100ml. Il 05.09.16 invece lo specchio d’acqua balneabile 50 m N Porto Canale di Cervia ha sforato il parametro degli Enterococchi intestinali con 512(MPN/100ml) su un limite di 200 MPN/100ml Un eccellenza come il Sale Dolce di Cervia ed un area il cui valore storico naturale non ha eguali in Italia, andrebbero difese e tutelati con grande attenzione. Non ci resta che attendere fiduciosi.

Cliccare sull’immagine qui sotto per vedere gli ultimi esiti analitici dei campionamenti.