ufficio postale poste

Almeno fino al 13 aprile 2017 l’ufficio postale di Voltre resterà aperto. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Civitella attraverso l’avvocato Andrea Maltoni, provvedendo alla sospensione della chiusura dell’ufficio stabilita nei mesi scorsi dal Tar dell’Emilia Romagna. Nella sentenza, i giudici spiegano che “il pregiudizio che la comunità locale soffrirebbe dall’esecuzione della sentenza impugnata sussiste e appare grave e irreparabile, considerando anche che la tutela di interessi attinenti alla coesione sociale, fatti valere dal Comune appellante, appare allo stato preminente, avuto riguardo alle peculiarità della fattispecie, rispetto alla salvaguardia dell’interesse, posto in rilievo dalla società appellata, diretto ad assicurare l’equilibrio economico attraverso il contenimento dei costi. L’eventuale chiusura dell’ufficio postale non costituisce elemento ostativo all’accoglimento della istanza cautelare e alla riattivazione dell’ufficio medesimo in via provvisoria e temporanea, fino alla definizione dell’appello. Il collegio ritiene ad un sommario esame che i criteri sulla distanza vadano comunque considerati con estrema attenzione ed escludendo automatismi collegati a mere misurazioni chilometriche; e che ciascun provvedimento di chiusura di ufficio postale debba essere sorretto da una motivazione specifica”. Nella specie, a un sommario esame, l’appello non sembra perlomeno manifestamente privo di ‘fumus boni juris’ sotto i profili della insufficienza e della genericità dell’istruttoria e della motivazione posto che, a quanto consta, non risulterebbe essere stata considerata in modo specifico la situazione concreta del territorio interessato dalla chiusura dell’ufficio postale”. Insomma tra il burocratese e la terminologia legale molto tecnica in sostanza la sentenza evidenzia “la possibilità, per Poste Italiane, in una prospettiva di armonizzazione degli interessi contrapposti, di modulare i giorni e gli orari di apertura dell’ufficio in base alle esigenze anche riducendo giorni e orari di apertura a tre giorni e 18 ore o a due giorni e 12 ore settimanali”.