«Il 16 marzo del 2016 i Verdi hanno inviato a diversi soggetti competenti, fra i quali la Soprintendenza, una diffida a proposito del taglio degli alberi nella S.P. n.3 del Rabbi. In quella occasione noi Verdi abbiamo affermato che si trattava di alberi storici in un contesto paesaggistico importante, collocato all’interno di un progetto, quello del Museo proposto dal Comune di Predappio, che con l’acquisizione della ex casa del fascio si è impegnato nella realizzazione di un centro studi sulla tragedia del ventennio. Non ci può essere nessuna valorizzazione documentale di un periodo storico se il contesto che a quel periodo viene manomesso, come si pretende di fare con l’inaccettabile e arretrato progetto della Provincia.
Auspicavamo una sospensione dei lavori e che nei mesi di sospensione degli abbattimenti, si aprisse finalmente un confronto serio per introdurre modifiche al progetto al fine di salvare il bellissimo patrimonio arboreo della zona.
Nessuna risposta, solo l’ottusa volontà di proseguire comunque con un progetto sbagliato, anche e soprattutto sul tema della sicurezza. I Verdi quindi hanno chiesto alla Soprintendenza di rivedere in autotutela il parere positivo dato all’abbattimento anche perché era ben noto a tutti, a cominciare dal Sindaco di Predappio, che un decina di anni prima la medesima Soprintendenza aveva espresso un parere negativo all’abbattimento connesso a un progetto Anas per un tratto di sistemazione della strada. La parte di diffida riguardante la Soprintendenza recitava:
“1. Il progetto prevede l’abbattimento di oltre 80 platani e ciò contrasta con i doveri di tutela ambientale a paesaggistica di cui al Codice del BBCC d.lgs 42/2004 senza che siano state individuate soluzioni alternative, comunque possibili, al fine di conservare le alberature e aumentare la sicurezza. La Soprintendenza, in relazione anche al progetto in atto del Comune di Predappio volto a valorizzare il proprio territorio e a realizzare un museo – centro studi relativo ai tragici eventi del ventennio, dovrebbe rivedere in autotutela il proprio parere imprudentemente rilasciato, stante l’importanza storica e documentale della strada in questione.”
Si richiamava quindi l’attenzione su un intero territorio di cui gli alberi così come gli altri beni formano un unicum paesaggistico nel quale sono compresi altri beni storico-testimoniali quali quelli oggetto delle attenzioni del Sindaco. La Soprintendenza ha dunque accolto la nostra proposta e ha fatto ciò che il codice prevede, aprendo una istruttoria per valutare quanto da noi affermato nella diffida e la conclusione non poteva che essere quello che per tutti era ben chiaro. Il fatto che egli oggi, con uno strabismo davvero sorprendente, cerchi di separare il contesto territoriale e paesaggistico e gli elementi preziosi che lo compongono da quanto sembra essere il principale oggetto della sua attenzione, dimostra una scarsa comprensione perfino delle trasformazioni che la storia di cui vuole occuparsi hanno prodotto dalle nostra parti. Eviti di farsi deridere col suo ricorso e soprattutto eviti di buttare soldi pubblici in una azione di cui poi, alla fine , potrebbe essere chiamato a rispondere. Noi Verdi comunque, se lo vorrà fare, ci costituiremo contro al Tar contro di lui».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena