Per approfondire le cause del movimento franoso in atto in località Trove di Dovadola è stata coinvolta la Facoltà di Geologia dell’Università di Bologna. Nei giorni scorsi, infatti, Matteo Berti, professore associato del dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali, nonché coordinatore del corso di laurea in scienze geologiche, ha effettuato un sopralluogo sul posto accompagnato dai geologi forlivesi Carlo Fabbri e Flavio Savinelli, che fin dall’inizio del fenomeno sono stati incaricati dall’amministrazione comunale di effettuare rilievi e prove geognostiche, dall’ingegnere comunale Melania Colinelli, dall’assessore Marco Carnaccini e dal sindaco Gabriele Zelli. Il coinvolgimento dell’università di Bologna è stato possibile perché la protezione civile della Regione Emilia-Romagna ha stanziato per Dovadola 100 mila euro per far fronte agli eventi alluvionali del febbraio 2016 e ai conseguenti danni. Essendo in atto una convenzione che consente di chiedere la collaborazione degli esperti dell’Alma Mater in casi di dissesto idrogeologico particolarmente complessi e pericolosi come quello dovadolese, che si riattiva durante e dopo ogni forte temporale, si è provveduto a chiedere al professor Berti una sua consulenza. “In base alle prove geognostiche già effettute e ai riscontri elaborati – precisa l’assessore Marco Carnaccini – sono state fornite indicazioni utili per la prosecuzione delle indagini in corso e una volta terminate si effettuerà nuovamente una ricognizione collettiva per comprendere, si spera definitivamente, come intervenire per mettere nella totale sicurezza le abitazioni sottostanti la zona della frana. Soprattutto sarà possibile avere una stima dei costi per poter nuovamente chiedere il sostegno finanziario della Regione“.