Le verità della comunità scientifica

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Ha suscitato scalpore e sorpresa la presa di posizione della Società Italiana di Igiene (SITI) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sugli inceneritori, cui hanno puntualmente risposto nei giorni scorsi l’Associazione dei Medici per l’Ambiente (ISDE) e Medicina Democratica. Scalpore e sorpresa, perché si citano verità scientifiche, senza riferimenti bibliografici o risultati che oggettivamente le sostengano.
L’affermazione di ISS è paradossale, affermare che la qualità dell’aria in uscita agli inceneritori è migliore di quella in ingresso, significa attribuire ai sistemi di abbattimento fumi un merito superiore a quello di Prometeo stesso: la distruzione di materia. In realtà, quei sistemi producono scarti tossici (in aria e in acque) e la combustione produce particolato ultra fine i cui effetti sulla salute sono unanimemente riconosciuti. D’altra parte, se un inceneritore avesse queste straordinarie proprietà, perché non costruirne uno di fianco a ogni ospedale? Io continuo a pensare che sia necessaria una riforma strutturale del settore rifiuti basata su azioni di prevenzione e di pianificazione degli impianti. Adeguate azioni di prevenzione possono ridurre i rifiuti indifferenziati al di sotto di 100 kg per abitante, riducendo la quota di materiale da smaltire attraverso discariche e inceneritori, al di sotto di 6 milioni di tonnellate ogni anno.
Quindi, nel medio termine sarà necessario ridurre gli impianti di incenerimento e ridistribuirli, poiché oggi i 42 impianti operativi sono concentrati in Lombardia (13), Emilia-Romagna (8), Toscana (5) e hanno una capacità superiore a 6 milioni di tonnellate. Una disomogeneità destinata a produrre tensioni sociali, e a non favorire un’efficiente gestione dei rifiuti. Emblematici alcuni dati riportati dallo studio di settore sui rifiuti di Cassa Depositi e Prestiti: le esternalità (costi sanitari e ambientali) associate al settore rifiuti sono pari a 157 € per ogni 1.000 € di valore aggiunto generato, mentre sono in media pari a 24 € per il totale delle attività economiche.