case dell'acqua

Da qualche anno molte amministrazioni comunali e le principali Utility locali hanno istituito e realizzato sul territorio romagnolo le “Case dell’Acqua”, strumenti per avvicinare il cittadino a bere acqua del nostro acquedotto. Una scelta politico amministrativa ecosostenibile che offre alla comunità vantaggi incontrovertibili: risparmio di soldi ed al contempo di risorse come il petrolio (quindi meno CO2 per la produzione di plastica e per il trasporto delle bottiglie con tir). Non ultimo il risparmio economico ed ambientale attraverso la conseguente riduzione dei rifiuti. A Forlì ad esempio ce ne sono 6 (via Dell’Appennino, Parco Urbano, via Bologna, via Dragoni, piazza Del Carmine e via Punta di Ferro). È bene infatti ricordare che il consumo di acqua minerale in bottiglia è un’abitudine radicata nel nostro Paese con numeri singolari:
Nel 2015 il consumo di acqua minerale in Italia è cresciuto del 7,9% rispetto all’anno precedente, passando da 193 a 208 litri pro-capite. Si tratta del consumo più alto in Europa ed il secondo nel mondo, battuta solo dal Messico. La produzione di acque minerali confezionate in Italia è passata da 12.800 a 13.800 milioni di litri, di cui 1.300 destinati all’esportazione (con un incremento del 7,4% rispetto al 2014). Per produrre bottiglie necessarie a contenere 12 miliardi di litri di acque minerali servono 665 mila tonnellate di petrolio da cui ricavare 350 mila tonnellate di Pet (Polietilentereftalato) con un’emissione in atmosfera di 910 mila tonnellate di CO2 equivalente.
Purtroppo però questi buoni auspici in alcune “aree sensibili” si sono scontrati con gli interessi economici delle località turistico balneari della costa producendo un altrettanto risultato singolare. Attenzione però, non fatevi ingannare dalla risoluzione troppo piccola della mappa, controllando quella on line è possibile, ingrandendola, notare che in realtà nelle aree affollate e frequentate da centinaia di migliaia di turisti non è mai stata installata una sola casetta dell’acqua. Nulla sull’intera riviera romagnola è ancora sorto adiacente a spiagge e lungomare ma solo “a monte” delle aree affollate dai turisti e comunque a chilometri da esse. Ma quale miglior posto per invertire, sensibilizzare e contrastare il consumo di acqua in bottiglia (soprattutto di plastica) se non là dove la frequentazione e quindi il consumo è di milioni di litri? I vantaggi sopraelencati confliggendo con gli interessi economici concreti degli operatori turistici hanno di fatto creato aree “inidonee” al perseguimento dei suddetti obiettivi. Sindaci ed Utility hanno quindi rispettato “limiti di confine”. Il business che ruota attorno al mercato dell’acqua confezionata è però elevatissimo, i 3 euro per una bottiglietta d’acqua equivalgono al costo di migliaia di litri dell’acquedotto e se provenienti dalle Case dell’Acqua, la si avrebbe liscia, filtrata e fresca gratis o frizzante a soli 5 centesimi. Niente inceneritore, niente discarica, niente gasolio ne traffico per trasportare una risorsa che già esce dai nostri rubinetti.

Casa dell'Acqua Hera