Rifugio Pian di Rocchi

Nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna c’è un vecchio podere dell’800 pronto ad ospitare camminatori e amanti della natura: è Pian di Rocchirifugio escursionistico immerso nel verde nel Comune di Premilcuore.
La grande casa in sasso, di proprietà della Regione, da fine 2015 è gestita dalla Cooperativa Sociale Fare del Bene di Galeata che, grazie alla passione di Elisa Fabbri, mira a farla diventare un punto di riferimento per chi desidera vivere il Parco. Pian di Rocchi è, appunto un rifugio escursionistico aperto tutto l’anno (in inverno su prenotazione), con 25 posti letto distribuiti tra dormitori in condivisione e 2 camere matrimoniali, ispirate ognuna ad una montagna dell’Appennino Romagnolo. L’ospitalità è completata da bagni in condivisione e da alcuni spazi comuni: la sala da pranzo e la tipica sala col camino.
Altro punto di forza di Pian di Rocchi è il grande prato esterno, ai limiti della foresta, in cui è consentito anche campeggiare: una delle poche zone del Parco in cui è possibile piantare la tenda, potendo contare anche sulla disponibilità di bagni e docce. Elisa, che dalla scorsa primavera gestisce la struttura, sottolinea la versatilità del rifugio, adatto sia ai camminatori “professionisti”, sia alle famiglie. Da Pian di Rocchi, infatti, è possibile da un lato fare brevi escursioni nei dintorni, dall’altro intraprendere percorsi più lunghi ed impegnativi, a piedi o in mountain bike, con la garanzia di avere un punto di sosta accogliente. Le escursioni possibili sono davvero numerose: nei paraggi si trovano le bellezze naturalistiche del Parco, siti caratteristici come il Mulino Mengozzi lungo la Via del pane, la Diga di Ridracoli, luoghi storici e della memoria quali Pian del Grado e San Paolo in Alpe, itinerari religiosi come il cammino di San Francesco. Pian di Rocchi può anche essere un ottimo punto di sosta per trekking lunghi di più giorni, favorendo il collegamento in rete tra vari rifugi. “Penso che sia fondamentale lavorare in rete con le altre strutture del territorio – dichiara Elisa – e ospitare non solo i turisti italiani ma anche e soprattutto quelli stranieri”.
Condividere è una delle parole chiave su cui Elisa vuole basare il suo lavoro: condivisione della conoscenza del territorio accompagnando i turisti alla scoperta delle peculiarità del luogo, ma anche degli spazi del rifugio. Per questo nella sala del camino è allestito un piccolo punto informativo, con divanetti e un angolo dedicato al book crossing. “Un concetto che fa parte del mio bagaglio di vita – conclude Elisa – e che ho acquisito durante i tre anni trascorsi in Sudamerica, che ho vissuto da turista “zaino in spalla” e da lavoratrice all’interno di strutture ricettive”.