Parlamento Italiano

Un mio carissimo, fraterno amico mi scrive: “ma sei con quelli del No?”. Risposta: questo non è un paese serio. E siccome non lo è, una parte del ceto politico (di governo e non) si augura che presto la Corte Costituzionale tolga le castagne dal fuoco ai partiti incartati, grazie alla provvida prescrizione di una riforma dell’Italicum (che consentirà a molti “no” di diventare “sì” senza perdere la faccia).

Se vincerà il “no”, cosa che non credo, è pronto un governo di unità nazionale presieduto da Draghi e benedetto dalla Merkel. Se prevarranno i “sì”, ci sarà una lotta fra il Pd di Renzi e un altro soggetto politico: noto (M5S o Destra) se si voterà nel 2017 potenzialmente ignoto, se si voterà nel 2018.

La riforma costituzionale serve a includere o escludere una di queste possibilità. Non altro. All’Italia, in sé, potrebbe eventualmente giovare, se il ceto politico non fosse il solito, nuovo/vecchio a seconda della carta d’identità e non dei comportamenti. In tutto ciò, perché non puntare sul futuro? In fondo, le elezioni sono sempre una roulette…

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.