bancarella stand

Continua con la quarta tranche di recensioni sugli stand presenti alla Festa Artusiana e la difficile classifica dei 10 migliori piatti degustati. La classifica è redatta dal sottoscritto più una serie di fedeli segnalatori-degustatori anonimi che faranno da giudice a ruota ai piatti che indicherò.

Articiok. Strano nome dal triplice significato: ArtiCiok, secondo la direzione, significherebbe Carciofo in romagnolo, mi dicono anche in inglese e persino in francese! (Ficcanaso leggo sul mio antico Ghiotti: “Artichaut” in francese… pronuncia artiscòt, poca T…). Comunque l’anno scorso non sono riuscito a recensirli dalla calca, quest’anno mi sono premunito di calma e tempo. E’ il terzo anno che Articiok è presente all’Artusiana. Si tratta di una équipe di cuochi che fanno da mangiare conto-terzi, usando termini da ragioneria. Mi offrono un antipasto che risulterà al top, tal “Cremoso di rosolacce”: erbe di campo locali, raccolte per tempo (aprile), congelate, quindi frullate e fatte in tortino con una gelatina vegetale leggera, unite con mousse di caprino per dare grassezza, più fettine di pesche/noci cotte nell’aceto di ciliegia (!), infine coriandoli di semini vari tostati per tocco di croccantezza. Buonissimo, fresco, delicato, leggero. Mi offrono anche un mini assaggio di Cannelloni di salsiccia matta, ricotta con salsa di zafferano in purezza e radicchio cotto nel Bitter-Vermouth Campari (!) Faccio fatica a pensare al rosso bitter: ottimo all’assaggio. I voti? Per il Cremoso 10; un po’ meno per il cannellone, ma siamo in alto come maturità. Bravi.

Pantofla-Circolo Pescatori di Cervia: oggi è la serata delle Cozze di Cervia dop. Ben note come prodotto, nello stand subito mi riconoscono (ieri ero per il pesce azzurro) e mi offrono un piccolo assaggio di cozze: profumate, fresche, pulitissime, senza cordone, la valva è integra, senza alghe, odore ‘frescoso’ che dà sensazione di limpidezza: buone oltre all’odore anche al palato: ci siamo, da mezzo pugliese posso esclamare: queste son cozze! Il presidente da me pungolato, si cimenta in una minuziosa sapiente descrizione: gli chiedo da quanti anni abbiamo la Dop… “diversi anni” è la sua risposta. La qualità delle acque è la mia seconda domanda. “Siamo distanti molte miglia e ciò garantisce il meglio; inoltre per legge le acque sarebbero di Classe-A”. Avanti con Cervia, avanti con le Cozze Dop di Cervia!

Agriturismo Il Gufo e la Civetta – S. Giovanni in Squarzolo (Cusercoli). Mi sono fermato per l’evidenza della ricetta dell’Artusi N° 331: Trippa al sugo. Leggo bene? Trippa… Sulla trippa avrei tanto da dire: innanzitutto non è un piatto semplice da farsi, poi si deve avere materia prima “giusta”: i “trippai” (ricordo gli amici fiorentini, mitici!) attingono da grandi macellatori la trippa che sovente è lavorata persino chimicamente! Poveri noi! Veniamo al nostro stand Artusiano: si tratta di un Agriturismo posto sul cusercolese: ci mangi solo su appuntamento (bello!), da circa 6 anni sulla cresta dell’onda; specialità? Cacciagione. Timidamente chiedo la trippa # 331, spiego che sono a caccia di artusiane per 4live. Loro, titubanti, restii a darmi quella mezza ciotola di trippa; dopo un po’ di attesa arriva. L’aspetto visivo è bello, canonico, c’ è anche un bel fumo oltre al buon odore. Assaggio: ottima. Faccio persino aggiungere un po’ di grana (opinabile?): il piatto è servito, buonissimo. Nulla da eccepire, è una trippa casalinga e ad hoc che mangio nei luoghi di culto. Entrerebbe nei primi 10 piatti recensiti, grosso modo ci siamo; Bravi!

Un punto macrobiotico. Rivediamo anche quest’anno il ristorantino del Macrobiotico. Tutto verte su Mario Pianesi, vero deus-ex-machina del Gruppo: autodidatta, eclettico, pignolo, maniacale su tutto, Pianesi non lascia nulla al caso, tutto viene sottoposto al suo vaglio millimetrico. I loro locali seguono fedelmente questo credo, dottrina, mentalità. Per essere “accreditato” ho dovuto attendere tre serate: meno male. Mi siedo al tavolo, noto le tovagliette enfatizzatizzanti il motto “Qui sai cosa mangi”: siamo in buone mani. Le “etichette trasparenti” del Gruppo, frutto del Pianesi, contengono ogni tipo di informazione utile al consumatore del prodotto/azienda, persino il numero dei dipendenti e la CO2 emessa in atmosfera! Veniamo al piatto ambito e ricercato: Risotto ai Frutti di Mare. Si tratta di un non-banale risotto cotto con riso italiano del tipo a grana grossa per risotti. Vongoline e verdurine: ottimo, l’anno scorso l’ho classificato sui primi posti, quest’anno vedremo ma è già sulla Top Ten! Il risotto è senza chimica, banditi i “dadi”, i glutammati e ogni altro additivo. Bravi!

Tre Faggi. Qui mi ha catturato la # 71 dell’Artusi, Tagliatella, “campo minato” come amo descrivere la concorrenza su questo sacro cibo romagnolo, dato che sono in tanti a proporsi per testimoni dello scettro. Il nostro interlocutore mi è noto: ex-Melograno a Forlimpopoli, quindi trattoria “Tre Faggi” sulla provinciale Meldola-Teodorano: ora li trovi c/o stazione Agip Zannoni dopo Carpena, verso Meldola: Ristorante Borderline, via Bidente 210-P. Troviamo un’altra chicca oltre alla “Tagliatella all’uso di Romagna” # 71 dell’Artusi: Caramella (pasta ripiena chiusa a tale modo). Le tagliatelle sono perfette, il ragù stupendo, di getto gli attribuisco il massimo dei voti. La pasta è ottima ma al ragù gli do un voto: 10, la tagliatella avrà un 9, comunque voti altissimi. La Caramella è un po’ sotto e non la valuto per la Top Ten dove, a diritto, entra la #71!