I sindaci di Tredozio e Modigliana: “Il Pd vede la pagliuzza nell’occhio del vicino e non la trave nel proprio”

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«In riferimento alle sterili polemiche ultimamente evidenziate dal Pd di Modigliana e Tredozio nei confronti delle due amministrazioni, congiuntamente i sindaci di Tredozio e di Modigliana sono a sottolineare che da parte delle amministrazioni che rappresentano non c’è mai stata alcuna volontà di chiudere i rapporti esistenti da anni tra i due Comuni; se alcune funzioni non sono più in convenzione come accadeva prima, le motivazioni risiedono unicamente nel fatto che sono state trasferite all’Unione in un’ottica più ampia di efficacia ed efficienza verso una gestione condivisa dei territori e al più profondo ed importante problema causato da questo governo di sinistra; ad oggi, a livello nazionale, ci sono ben 62.000 dipendenti in meno nella Pubblica Amministrazione. Ormai i Comuni sono alla disperazione perché non possono sostituire i dipendenti che cessano dal servizio né utilizzare gli avanzi di amministrazione. Questo provoca serie difficoltà amministrative e di gestione dei servizi che comunque restano obbligatori per gli Enti Locali che sono costretti a prestiti, convenzioni, distacchi, comandi di personale e quant’altro causando un irrigidimento dei rapporti tra le Amministrazioni coinvolte, costringendole anche a contrasti nella difesa degli interessi dei propri cittadini.
Le riduzioni esasperate di personale e di risorse operate da questo governo stanno mettendo in ginocchio tutti i Comuni, grandi e piccoli, ma il Pd non vede questo enorme errore che sta compiendo, vede i litigi che “la disperazione del momento” a volte provoca; sembra che il Pd veda la pagliuzza nell’occhio del vicino e non la trave nel proprio!
Roccalbegni per me è un esempio – attacca Simona Vietina sindaco di Tredozio (nella foto) – di figura politicamente esperta; è vero, come tra due amici accade a volte si litiga, ma sempre si trova un punto d’accordo per il bene delle due comunità che rappresentiamo, Tredozio e Modigliana nelle nostre priorità sono sempre al primo posto. In merito alla fusione mi preme dire che in un incontro informale i consiglieri di minoranza del Pd di Tredozio, si espressero categoricamente a non interpellare la cittadinanza su quale fosse la via da seguire, anzi la maggioranza dei presenti si espresse contraria alla fusione. Ora è giunto il momento di rivalutare ogni scelta perché la Regione e lo Stato stanno togliendo ogni possibilità di intervenire ai Comuni, stanno tagliando anche le risorse per i servizi essenziali. Tengo a precisare, che prenderemo in considerazione un eventuale riordino istituzione che superi il livello comunale preceduto da incontri e informazione alla cittadinanza, il modo e la forma lo stabiliremo a suo tempo, onde appurare quale possa essere la soluzione più consona. Questo percorso sarà però attuato solo dopo il referendum di ottobre, il cui risultato determinerà anche le decisioni di questa amministrazione. Inoltre, lasciatemi togliere un sassolino dalla scarpa: coloro che criticano la nostra amministrazione sul tema della fusione hanno fatto parte di amministrazioni precedenti a quelle in carica (di Modigliana o di Tredozio), tutte rigorosamente Pd, tra l’altro si trattava di periodi in cui i contributi per le fusioni erano molto più sostanziosi, perché non hanno attivato loro il percorso di fusione? Perché non hanno consultato loro i cittadini? Perché criticano me per ciò che non hanno voluto o saputo fare loro? Ma soprattutto: se la fusione fosse così vantaggiosa e conveniente per le comunità perché dovrebbero cercare di “comprare” il consenso proponendo benefici economici? Vorrei inoltre aggiungere che, prima di parlare, il PD dovrebbe riflettere su cosa è stato in grado di realizzare nelle precedenti amministrazioni (sia a Modigliana che a Tredozio) anche in considerazione del fatto che i precedenti amministratori avevano a loro disposizione oltre 250.000 euro in più a Tredozio e circa 450.000 euro in più a Modigliana; trasferimenti statali tagliati proprio da questo governo di sinistra ai nostri Comuni negli ultimi due anni; una riflessione mi sembra dovuta: queste due amministrazioni civiche di espressione popolare giudicate incompetenti dal Pd mi sembra che abbiano saputo mantenere tutti i servizi che erano in essere precedentemente e con oltre 700.000 euro in meno in totale!”.
Con il sindaco di Tredozio – interviene aggiunge Roccalbegni Primo Cittadino di Modigliana – come rappresentanti delle due comunità, ci confrontiamo spesso e a volte ci scontriamo anche, ma la stima reciproca e gli stretti legami che uniscono i due paesi, ci fanno superare le difficoltà senza strascichi di carattere personale. Le nostre azioni finora sono state volte prioritariamente al bene dei nostri territori seppure consci del fatto che la nostra opera purtroppo è sempre limitata dalle scelte insane di questo Governo che imbriglia ed obbliga le Amministrazioni comunali a scelte che altrimenti non farebbero. Oggi paghiamo pesantemente le scelte, per me errate, di una rivoluzione Istituzionale non riuscita. Personalmente, se fossi stato al Governo, avrei obbligato alla fusione i Comuni sotto i 5000 abitanti, accorpato e non soppresso le Province, per esempio delle tre Province di Romagna ne avrei fatta una sola e avrei anche ridotto il peso e la disponibilità economica delle Regioni. L’eventuale soppressione delle Province sta già innescando un meccanismo, che sta allontanando le istituzioni dai cittadini, creando un vuoto istituzionale al momento incolmabile. I Comuni non possono assumere, i mancati trasferimenti costringono a dover impostare sempre nuove soluzioni per non diminuire i servizi e per non applicare nuove tasse. Noi sindaci siamo come i fanti della prima guerra mondiale, sempre in trincea ed attenti che un eventuale cecchino non ti centri. Eppure vorremmo tanto dare risposte positive ai nostri cittadini, anche nelle piccole cose quotidiane, ma il dramma dei nostri bilanci a secco ci impone scelte, che non sempre corrispondono ai nostri desideri. I sindaci vorrebbero infine terminare informando tutti i cittadini che la campagna elettorale è finita e adesso maggioranze e minoranze dovrebbero saper lavorare insieme per il bene dei loro paesi, la polemica rimane sempre sterile e non è mai costruttiva, ma soprattutto non fa bene ai cittadini».

Simona Vietina sindaco di Tredozio e Valerio Roccalbegni sindaco di Modigliana