Fiab: “Il neo assessore Ravaioli ha modelli lontani dalla mobilità sostenibile”

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«Marco Ravaioli è il terzo assessore con delega alla mobilità della giunta Drei. Quest’ultimo passaggio di competenze potrà contribuire a rendere più chiari gli obiettivi dell’amministrazione su questo delicato ed importante aspetto della gestione del territorio? Le affermazioni fatte dal neo-assessore nell’intervista del 20 luglio scorso in realtà non lasciano ben sperare, anzi sono orientate verso modelli sempre più lontani dall’idea di mobilità sostenibile.
Partiamo dall’affermazione della “co-costruzione” condivisa del nuovo Pgtu (Piano generale del traffico urbano), la cui stesura procede sottotraccia senza nessun confronto né processo partecipativo. Finora i risultati della prima fase, analisi della situazione della viabilità, sono stati presentati solo in sede di consiglio comunale: è questa la condivisione di cui parla l’assessore? Nel frattempo si continua a mettere mano alla rete stradale e alla circolazione senza tenere in nessun conto quanto disposto dal Pgtu vigente, uno strumento che è stato ignorato fin dalla sua approvazione. Un esempio per tutti il progetto delle due rotatorie a sistemazione della viabilità a Schiavonia, di cui non c’è traccia nel Pgtu.
La grave condizione del trasporto pubblico, la cui efficacia ed efficienza è fondamentale per il funzionamento del traffico cittadino, sembra essere accettata come un dato di fatto, con pochi o nulli margini di miglioramento e nessuna idea in merito. Sembra evidente che gli interessi e le competenze di Ravaioli si concentrano su tutt’altri temi. In questa chiave può essere letta anche l’apertura verso il sempre vivo tema delle auto in piazza Saffi, sostenuto da tempo dalle associazioni dei commercianti. Ma davvero ancora c’è qualcuno che pensa di risolvere il problema della crisi del commercio aumentando il numero di auto in centro? In realtà, ovunque, in piccole e grandi città è vero il contrario, le aree senza auto, aperte a pedoni e bici, sono quelle dove ci si ferma più volentieri e maggiore è la propensione a spendere. Che la bicicletta sia amica dello shopping è un fatto noto. Emblematico a questo proposito il caso di Padova.
Un’ordinanza del sindaco ha chiuso anche alle bici alcune vie del centro, di fatto trasformate in una zona pedonale totalmente riservata ai pedoni. Il provvedimento ha danneggiato in modo significativo i commercianti della zona che hanno lamentato riduzione delle vendite anche del 50%, costringendo il sindaco ad annullare il provvedimento dopo appena una settimana. Per quanto riguarda il tema della mobilità sostenibile, il Comune di Forlì si è dato degli obiettivi volti alla diminuzione del traffico automobilistico dal Paes (Piano azioni energia sostenibile): -20% auto nel quinquennio 2010-2020) a favore di forme di mobilità alternativa, ma quali sono gli interventi finora realizzati? La “sperimentazione” delle auto in piazza Saffi sarà uno di questi? Se l’assessore Ravaioli è davvero interessato ad affrontare la mobilità in maniera non ideologica ma seria e professionale, Fiab e le associazioni ambientaliste sono pronte e disponibili per sottoporre a lui, all’amministrazione e a chiunque altro lo desiderasse, argomentazioni fondate su studi, dati, esperienze e buone pratiche che non hanno bisogno tanto di “sperimentazioni” quanto di sincera volontà di essere messe in atto».

Fiab Forlì