Prono politica e giornalismo referente

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Non è la prima volta che a Cesenatico vengono documentate situazioni anomale e comportamenti per lo meno discutibili da parte di alcuni giornalisti della stampa locale. E tutto ciò Carta dei doveri dei giornalisti alla mano. È chiaro a tutti che il ruolo del giornalista è importante in virtù del rapporto privilegiato che gli organi di informazione vantano con la realtà, allo scopo di consentire al popolo un corretto e consapevole esercizio di quella sovranità che l’art. 1 della Costituzione gli attribuisce. La sua penna ha quindi grande potere. Le norme disciplinari sotto riportate e contenute nella Carta dei Doveri, siglata nel 1993 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana sono chiare come il sole ma sembrano in contraddizione con il documento pubblico nell’albo pretorio del comune di Cesenatico allegato sotto questo post:
• “Il giornalista non può accettare incarichi che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale”.
• “Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, facilitazioni o prebende, da privati o da enti pubblici, che possano condizionare il suo lavoro e l’attività redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale”.
• “Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione”.
Le richieste contenute nel documento sottostante da parte di privati nei confronti dell’amministrazione comunale di Cesenatico, seppur legittime, presentano però una situazione inopportuna e deontologicamente illegittima quando alla fine del documento, la firma del referente e quindi del rappresentante di tali interessi privati, è quella di un giornalista che scrive (da decenni) per il Resto del Carlino e, non è un dettaglio, proprio sulla pagina dedicata a Cesenatico. È bene ricordare ai non addetti ai lavori che la Carta dei Doveri vuole stigmatizzare non tanto il rapporto, quanto quegli elementi presenti in esso che indicano un interesse in conflitto con il dovere di verità. Insomma, casi il cui verificarsi ingenera quantomeno il dubbio sulla reale capacità o volontà del giornalista di dare vita ad un’informazione obiettiva. Il conflitto d’interesse prodotto da questa doppia veste genera inevitabilmente domande elementari:
• Come può un giornalista tutelare i legittimi interessi contrattuali di un associazione privata nei confronti dell’amministrazione comunale ed al contempo descriverne poi, senza condizionamenti, gli sviluppi?
• Visto che il giornalista Giacomo Mascellani svolge ufficialmente quell’incarico per la Cesenatico Village, come farà a non entrare in conflitto d’interessi quando dovrà poi scrivere i fatti che riguardano proprio l’esito di quel rapporto con il comune, o l’esito di quel progetto o manifestazione o in merito alle risposte e quindi alle scelte intraprese dall’amministrazione comunale, magari contrarie a tali interessi privati da lui rappresentati?
Pur non essendo compito degli amministratori comunali intervenire su un problema giornalistico disciplinare è altrettanto vero però che questo è comunque un problema che riguarda la credibilità dell’informazione locale ma anche l’autonomia della politica. Ad oggi però nessun politico cesenaticense ha trovato il coraggio ed il buon senso di affrontare questa anomalia. Con quale libertà ed indipendenza un amministrazione comunale potrebbe assumere decisioni nell’interesse generale se dall’altra parte si relaziona con un delegato di interessi privati certamente legittimi che al contempo è il giornalista incaricato anche di raccontare ( bene o male) gli effetti delle decisioni assunte dal comune? Il recente passato ha dimostrato che la politica amministrativa e quella d’opposizione hanno subito passivamente questa situazione. Infatti, di fronte ad un video che 3 anni fa denunciava una situazione simile, la richiesta ufficiale di chiarimento all’ex sindaco Roberto Buda cadde nel vuoto. Nemmeno l’allora opposizione PD emise un sibilo; comportamento questo non certo sorprendente visto che quella situazione la sinistra, anche quando governava Cesenatico, l’ha sempre vissuta da “struzzo”. Ma ciò che sorprende di più è che l’abbiano accettata perfino coloro che dalla loro nascita hanno posto come pilastro fondante della Democrazia, l’indipendenza e l’autonomia della stampa criticando i giornalisti servi del potere. Nonostante ciò quindi anche il Movimento 5 Stelle, di fronte ad immagini video inequivocabilmente imbarazzanti, calò anch’egli le proprie braghe.
Cosa farà questa volta il nuovo sindaco Matteo Gozzoli? Continuerà a relazionarsi su progetti amministrativi con il referente-giornalista che poi ne racconterà gli effetti dall’”ufficio stampa” comunale del Palazzo del Turismo o alzerà la testa? Estenderà l’uso gratuito di locali comunali anche ad imprenditori, avvocati, medici, fruttivendoli, negozianti, gelatai, macellai, pescivendoli, elettricisti o tale privilegio continuerà a rimanere un esclusiva dei soli lavoratori giornalisti?