Domenica il tempo è stato a dir poco pazzerello tra tuoni, gradine e pioggia, poi quasi miracolosamente è arrivato un raggio di sole. Finalmente esco di casa per fare un giro in centro, la stessa idea l’hanno avuta altre mille persone, non si poteva perdere “In Food We Truck” l’evento caratterizzato dai forgoncini vintage che propongono street food. La vita quotidiana sta diventando sempre di più frenetica, al tal punto che non si dà più il giusto valore al momento dei pasti. Usando un modo di dire, la maggior parte delle volte “mangiamo con l’imbuto” impedendoci di assaporare il vero gusto dei cibi. Questa occasione ci ha aiutato a ricordare che il cibo è unione, storia, condivisione, cultura, atmosfera conviviale e tradizioni in evoluzione, infatti tutto questo si respirava a pieno nell’aria durante l’evento. Tra la folla in fermento e la musica di Radio Bruno, si potevano incontrare persone con pizza a forma di cono, arrosticini e patatine, hamburger con diversi tipi di carne e molto, molto altro… Ma noi romagnoli rinunciamo a fatica alla piadina fritta con prosciutto… il nostro caro Artusi fa proprio parte di noi.
Passeggiando tra i vicoli del centro ho incontrato tante persone che conosco che sono rimasti un po’ meravigliati della mia presenza lì, addirittura senza accompagnatore, esclamando frasi del tipo: “cosa ci fai qui?”, qualche volta ho provato a girare la stessa domanda, mi hanno risposto con una faccia stranita…
Forse è una mia impressione, alcune tra le cose che faccio sembrano troppo azzardate per me agli occhi degli altri a causa della mia “camminata alternativa”, ma a dir la verità a me sembrerebbe più strano se io non partecipassi agli eventi della mia città come tutti i ragazzi della mia età!
Ironizzandoci un po’ su penso che il divertimento non sia una “medicina” con gravi effetti collaterali, ma al contrario ognuno può abusarne quando può al di la della sua condizione. ‘Liberi di…’ divertirsi!

Paola Negosanti

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