Là dove Piero della Francesca incontra Marcel Duchamp

Il progetto, ideato da Masque teatro in collaborazione con Cinemovel Foundation, mette in relazione due tra le opere più emblematiche della storia dell’arte, La Resurrezione di Piero della Francesca e Il Grande Vetro di Marcel Duchamp

0

Il progetto, ideato da Masque teatro in collaborazione con Cinemovel Foundation, mette in relazione due tra le opere più emblematiche della storia dell’arte, La Resurrezione di Piero della Francesca e Il Grande Vetro di Marcel Duchamp. A Forlì, domenica 19 giugno.
Incontri inconsueti. Archè di Masque Teatro fa dialogare due opere all’apparenza del tutto distanti: La Resurrezione, affresco di Piero della Francesca eseguito tra il 1450 e il 1463 conservato nel Museo Civico di Sansepolcro e Il Grande Vetro, quadro dipinto su vetro, che Marcel Duchamp iniziò nel 1915 e che otto anni dopo lasciò «definitivamente incompiuto».

«Il sepolcro sul quale si erge la figura del Cristo Risorto divide in due parti lo spazio della composizione pittorica, dove la linea della pietra funge da separazione dei due mondi, quello terrestre e quello celeste. Parimenti nel Grande Vetro, quadro costituito da due grandi lastre di cristallo all’interno delle quali i segni sono variamente tracciati con fili di piombo, lamine di metallo e polvere, la linea dell’orizzonte separa il mondo “alto” della Vergine dal mondo dabbasso degli scapoli»: Lorenzo Bazzocchi, fondatore e regista di Masque Teatro, suggerisce l’origine del singolare accostamento alla base della nuova proposizione dell’ensemble, messa in atto con la collaborazione di Cinemovel Foundation.

Archè consta di due eventi distinti, in stretto collegamento tra loro: Meccanica Anima, installazione performativa ed interattiva della compagnia Masque Teatro e Anémic Cinéma, proiezione su schermo di un collage filmico realizzato da Cinemovel Foundation a partire dalle stimolazioni visive dell’omonimo film simbolo della cinematografia surrealista, creato nel 1926 dallo stesso Duchamp con la collaborazione dell’amico Man Ray.
Il progetto, nato nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra Piero della Francesca. Indagine su un mito, è prodotto da Masque teatro grazie al contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e debutta in occasione degli ultimi giorni di apertura della grande mostra in corso ai Musei San Domenico di Forlì.

Masque Teatro nasce a Forlì nel 1992. La forza visionaria del loro teatro si esprime nel complesso dialogo che la compagnia sviluppa tra il discorso filosofico, la creazione di prodigiose architetture sceniche e il fondamentale ruolo della Figura. Alcuni spettacoli hanno aperto una possibilità che identifica non solo una cifra stilistica ma una nuova modalità produttiva ed una innovata relazione con il pubblico. Prigione detto Atlante (Myfest-Glasgow, 1994), Coefficiente di Fragilità (Triennale di Milano, 1998), Omaggio a Nikola Tesla (Bitef Festival, Belgrado 2003), Materia cani randagi (Nobodaddy-Ravenna 2009) e Just Intonation (Festival di Santarcangelo 2011) rappresentano le punte di una ricerca che trova la sua ragion d’essere nella produzione di simulacri, eventi dove materiale e virtuale si fondono per dar vita a originali creazioni. Nel 1997 ricevono il Premio Gabbiano d’argento al Festival Anteprima Cinema Indipendente Bellaria e il Premio Produzione al Festival Riccione TTV. Nel 2000 ricevono l’Ubu premio speciale della giuria per il progetto Prototipo e nel 2002 il Premio Francesca Alinovi all’attività artistica. Dal 1994 sono ideatori e organizzatori del Festival Crisalide.

Pensare in forma trasversale – spiega Elisa Giovannetti assessore alla cultura – è ciò che ci piace perseguire, favorendo la creazione di occasioni per fruire produzioni culturali indipendenti e autonome: un’opportunità fondamentale per la città. Il fatto creativo-culturale può essere un terreno non consueto e fecondo. La collaborazione fra Masque teatro e Cinemovel rappresenta l’espressione di una potenziale rete fra due soggetti di assoluto valore del nostro territorio“.

Da tempo – interviene Monica Fantini vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì – lavoriamo fianco a fianco col Comune per realizzare progetti come questi: è una gemma e un privilegio avere Masque nella nostra città. Una proposta per Forlì e non solo. Vorrei sottolineare l’interesse crescente posto dalla Fondazione alla relazione con le Associazioni del territorio. Con Masque stiamo portando avanti anche altre iniziative, tra cui la scuola di filosofia Praxis. Fare scelte consapevoli: Masque in questo ci sta aiutando tanto“.

Archè sta per archetipo – aggiunge Lorenzo Bazzocchi di Masque Teatro – idea fondamentale, luogo originario. Nella separazione dell’alto e del basso che caratterizzano La Resurrezione di Piero della Francesca e Il Grande Vetro di Marcel Duchamp abbiamo intuito il punto di partenza di questo lavoro. Il collegamento fra queste opere sta nella comune questione posta allo sguardo dello spettatore: la proposta di “guardarsi guardare”. Masque teatro lavora su Marcel Duchamp da oltre venti anni. Meccanica Anima rappresenta il primo studio di un lavoro che verrà sviluppato nei prossimi mesi. “Le opere le fanno coloro che guardano”, diceva Marcel Duchamp“.

Dalla fine del Novecento – conclude Nello Ferrieri di Cinemovel Foundation – la possibilità di vedere immagini in movimento nelle sale cinematografiche è mutata: si è aperta una molteplicità di modalità di fruizione. Come molti anni prima: cinema itinerante nelle strade, nei luoghi non tradizionalmente deputati alla visione di film. Proporre alle persone esperienze inaspettate, come ci è capitato in Africa e come capitò agli spettatori dei Fratelli Lumière, può portare sorprese, mettere di fronte a una differente visione. In Anémic Cinéma partiamo da Man Ray, incrociando Derek Jarman e arrivando a Richard Serra“.