Riccardo Pederzini

Unieuro Forlì – Tramec Cento: 71-56

Unieuro Forlì: Rotondo 8, Rombaldoni 3, Marsili 5, Ferri 2, Arrigoni 6, Pederzini 15, Pignatti 7, Bonacini 6, Vico 18, Maggio 6. All. Garelli.
Tramec Cento: Fontecchio 6, Brighi 11, Bedetti 4, Contento 6, D’Alessandro 5, Demartini 5, Benfatto 9, Andreaus 3, Locci 2, Caroldi 5. All. L. Giordani.
Parziali: 15-13; 29-30; 41-45.
Note – Spettatori: 3400 (300 da Cento).

Partiamo alla fine. Forlì si porta sul 2 a 0 nella serie che vale il lascia passare per Montecatini contro Cento grazie ad una quarta frazione da 30 a 11 dopo aver faticato, e non poco, in attacco per i precedenti 30 minuti (che infatti si erano chiusi con gli ospiti in vantaggio per 45 a 41).

Protagonisti del break decisivo che rompe l’equilibrio in una partita bruttina condizionata dall’importanza della posta in palio, e della cattiva serata al tiro di entrambe le squadre, che soffrono oltretutto difese non propriamente asfissianti, sono Riccardo Pederzini (nella foto di Massimo Nazzaro) e Roberto Maggio: il primo, il migliore in assoluto, autore di una partita a tutto tondo dove oltre ai 15 punti raccoglie anche 11 carambole e leva molte volte le castagne dal fuoco ai compagni soprattutto quando sembra che la punta di diamante dell’attacco forlivese, Sebastian Vico, non sia in grande serata realizzativa; è lui che attacca il ferro, taglia, segna, subisce falli e mette a più riprese in difficoltà la difesa ospite. Il secondo, da attore consumato, si prende il proscenio a partita ancora in bilico inanellando tante piccole cose che fanno girare l’inerzia di una gara complicata a favore dei padroni casa.

La gara era cominciata all’insegna dell’equilibrio con continui cambi di leadership e con gli ospiti parsi in grado di contrapporre un piano partita competente alla squadra di Garelli; al quinto minuto, infatti, grazie all’utilizzo del gioco interno gli uomini di Giordani si trovavano davanti, seppur di una sola lunghezza, ma comunque davanti (8-9).

Forlì risponde cavalcando un ispiratissimo Davide Bonaccini che debutta nella partita con 6 punti ma che poi, inspiegabilmente, ne rimane relegato ai margini; grazie all’impatto sulla partita dell’ex Latina gli uomini del presidente Rossi vanno al primo intervallo in vantaggio di due punti (15-13).
Il secondo quarto si sviluppa seguendo la falsariga della prima frazione con le difese che prevalgono sugli attacchi. Le percentuali che si abbassano in maniera vertiginosa, la partita che rimane in equilibrio e i puristi del Palafiera che sbuffano visto lo spettacolo non propriamente celestiale a cui sono costretti ad assistere.

Al quindicesimo Forlì e in vantaggio di un punto (22-21), lo stesso punto che, a partì invertite, divide le due compagini al ventesimo; infatti il tabellone arride agli ospiti che conducono le danze (29-30) grazie a un maggior controllo dei tabelloni.
Nella prima metà di gara Vico è latitante, soprattutto grazie al lavoro di squadra che Brighi e soci svolgono difensivamente su di lui, e il gioco dei padroni di casa ne risente abbondantemente. Forse anche per questo che Forlì non riesce a scappare.

Le cose non sembrano andare meglio ad inizio ripresa. Anzi è Cento che parte con un piglio diverso: più decisa e, pare, maggiormente ispirata in attacco; il vantaggio dei ferraresi tocca i 5 punti al 25′ sul 32 a 37; alla terza sirena Caroldi  e compagni conducono ancora 41 a 45 e paiono avere l’inerzia dalla loro malgrado un arbitraggio che a tratti pare fin troppo casalingo, si rivelerà alla fine per quello che in realtà è: di basso livello, da ambo le parti; giusto per usare un eufemismo.

Il quarto conclusivo è caratterizzato dal parziale decisivo che spacca la partita in due a favore dei padroni di casa Pederzini e Maggio salgono in cattedra; a chiudere la bara Centese con l’ultimo chiodo è però Sebastian Vico, che dopo aver circumnavigato la partita in lungo e in largo senza farla sua la chiude con canestri pesantissimi. Da segnalare nel parziale decisivo dell’ultimo quarto anche l’apporto significativo di Arrigoni e Pignatti.
Forlì può esultare e andare in terra ferrarese per gara 3 (sabato) più leggera; anche se la serie è lontana dall’essere chiusa pare essere indirizzata.

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!