‘Odissea’ al teatro di Dovadola

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Sabato 28, alle ore 21,00, e domenica 29 maggio, alle ore 16,00, al teatro comunale di Dovadola il Laboratorio di Arti Sceniche The Theatre presenta lo spettacolo “Odissea” di Massimiliano Bolcioni con la regia di Stefano Naldi. Dopo tre Edizioni dal Debutto originale avvenuto nel Teatro Comunale di Galeata nel lontano 1989, torna sui palcoscenici Odissea, scritto da Massimiliano Bolcioni, uno dei testi e relative messe in scena negli anni che più hanno divertito, ed è proprio il caso di dirlo oramai, generazioni di spettatori. Per questa quarta edizione si muove come Produzione il Teatro Delle Forchette di Forlì, per la regia di Stefano Naldi, mentre in scena a ricoprire il corposo numero di personaggi gli allievi tutti dell’Accademia The Theatre fiore all’occhiello per formazione e originalità di dinamiche e discipline del discorso formativo attoriale romagnolo e non solo. Per questo la produzione che comunque avrà il suo percorso come proposta ai cartelloni è anche dimostrazione attiva del lavoro svolto quest’anno dagli allievi di tutti e tre gli anni accademici previsti da The Theatre.

Alle fondamenta del tutto, rimane sempre l’ironia iconoclasta della rivisitazione del celebre Poema Omerico da parte dell’Autore, che filtrando il tutto sotto la lente del doppio e qui anche triplo senso, dimostra ancora una volta di come Bolcioni sia giustamente ritenuto dagli esperti in materia uno dei maggiori autori registi e attori camp del panorama italiano degli ultimi 30 anni. In aggiunta agli omaggi vistosissimi al cinema mitologico italiano degli anni Sessanta che fecero di Roma e Cinecittà la Hollywood sul Tevere, la regia di Naldi aggiunge e amplifica con la sua rilettura una delle anime segrete del testo, quel lato solitamente rivelato nel finale, che volge al serio negli ultimi 5 minuti dopo due ore di risate tanto tipico di questa parte di produzione letteraria dell’autore.

Come già per 25 e oltre anni di repliche, Cenerentola e relativo coup de scene finale, sempre di Bolcioni, ci avevano insegnato ad apprezzare. Abbiamo qua un Ulisse e compagni di viaggio che dopo la caduta di Troia decidono di portare con se cibi nuovi da ogni posto che incontreranno durante il loro viaggio di ritorno, per un glorioso banchetto da tenersi ad Itaca, ma i più ricordati personaggi, dalle Sirene a Polifemo a Circe e via a seguire, sino a maledizioni divine, complicheranno notevolmente le cose. Un personaggio aggiunto segna ogni volta le sorti di tutti questi incontri, ma come spesso accade nei testi di Bolcioni, risulta essere quel personaggio in realtà cardine a livello drammaturgico per “leggere veramente” l’assieme. Un feticcio che spesso torna “travestito” in vari testi (lo ritroviamo ad esempio in “Cleopatra-L’Orchidea del Nilo” e li si chiama Cassandra, e non a caso…) e che qua diventa Malìa Karras, chiaro riferimento ad un altro mito ma autentico quale fu la grande Maria Callas, sua volta eroina greca in qualche modo anch’essa “maledetta dagli Dèi”.

Infatti, questa Odissea ci dice che se lo storico poema era a suo modo una fiction dei tempi, oggi ci diventa un serial tv condito da suoni e musiche pop o etniche o antiche a seconda dei luoghi, da cibi legati ai luoghi reali ai quali Omero accennava, da numeri musicali orecchiabili da riti arcaici sulle olive ascolane tenuti da megere sarde, da mostri siculi che inneggiano al caffè fino al rito tv delle sirene mezze nude che reclamizzano il tonno come fosse una pratica sessuale. Come oggi si vede ogni giorno in tv dove per reclamizzare un dentifricio ci deve essere per forza un maschio o una femmina in mutande se non una situazione perennemente e talmente a doppio senso da indurre a comprare quel che non serve “l’Ulisse perduto” di turno tra le pericolose scansie di un centro commerciale grande quanto il Mediterraneo. Risate e divertimento garantite ma non gratuite.